Diritto romano, studiosi al Borromeo

PAVIA Il Cedant, Centro di studi e ricerche sui diritti antichi diretto da Dario Mantovani presenta giovedì alle 17 presso l'Almo Collegio Borromeo il volume "In greco per i Greci. Ricerche sul lessico greco del processo civile e criminale romano nelle attestazioni di fonti documentarie romane" di Umberto Laffi, professore emerito dell'Università di Pisa e membro dell'Accademia nazionale dei Lincei. Il volume è l'ultimo prodotto della collana Cedant-Iuss edita da Iuss Press, che annovera tra i suoi autori studiosi quali Jean-Louis Ferrary e Michel Humbert, ed è dedicato all'esame di una serie di documenti, vari per tipologia (leggi, editti, decreti, verbali di processi), di produzione romana e destinati a popolazioni greche. «La babele delle lingue non è solo un problema dell'Unione Europea, ma era una questione che si poneva già nell'impero romano – spiegano dal Cedant – Allora la lingua franca non era però l'inglese, ma erano il latino e il greco, lingua di cultura, ma non più di potere. Leggi, sentenze, atti amministrativi erano scritti in latino, ma il governo romano si poneva il problema di essere compreso dai cittadini sparsi per le province». Di qui un gran numero di documenti in greco, che Laffi studia conducendo un'operazione analitica sulla resa in greco di termini e sintagmi tecnici e locuzioni formulari latini. La presentazione d avverrà nella cornice della seconda sessione annuale del collegio di Diritto Romano che coinvolge docenti di università italiane e straniere e giovani studiosi selezionati tramite un bando pubblico che si confrontano ogni anno su un tema differente. Quest'anno si parla di, "Diocleziano: la frontiera giuridica dell'Impero".