Giannini: mercoledì la riforma della scuola
ROMA Mille asili in mille giorni. È questa la promessa che Matteo Renzi fa alla vigilia della riforma della scuola che verrà presentata domani. «Adesso lo puoi dire ci saranno mille asili in mille giorni», dice il premier spronando il sottosegretario Graziano Delrio che, confermando l'attenzione del governo per infanzia, si era limitato a garantire una verifica sull'impegno concreto a mille giorni. Nel programma dei mille giorni invece c'è anche la volontà del governo di restringere la forbice profonda tra Nord e Sud sulla scuola dell'infanzia. Adesso però l'obiettivo è puntato sulla riforma della scuola rinviata all'ultimo Consiglio dei ministri per «non mettere troppa carne al fuoco». Per ora c'è la copertina delle linee guida «La buona scuola. Facciamo crescere il Paese». I contenuti, Matteo Renzi, li ha rimandati a mercoledì. Saranno messi on-line sul sito passodopopasso.italia.it. Gli ultimi ritocchi il premier li ha fatti ieri con il ministro della Pubblica Istruzione, Giannini, e il suo staff. «Bella riunione. Di ritorno da Palazzo Chigi, verso MiurSocial. Lo abbiamo chiamato: la "Buona Scuola"» ha twittato il capo di gabinetto del Miur, Alessandro Fusacchia. Un documento atteso con particolare trepidazione soprattutto dai precari della scuola visto che tra gli interventi previsti, per dare impulso al sistema dell'istruzione in Italia, ci sarebbe un corposo pacchetto di assunzioni. Centomila o forse più secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi. Precari che entrerebbero finalmente in ruolo, ancora non è chiaro con quali tempi. «L'organico è sottodimensionato. Se c'è una cosa dannosa - ha spiegato il ministro Giannini - è quando a inizio anno non sai se la classe di tuo figlio avrà un'insegnante o se a metà anno l'insegnante cambia perché non rientra nell'organico di diritto». Ma nel pacchetto scuola ci sarà anche tanto altro. Lo ha sottolineato lo stesso Renzi spiegando che la riforma della scuola non si articola nella sola stabilizzazione dei precari. Chiediamo - ha detto - di cambiare le regole del gioco, anche valutando il lavoro degli insegnanti. Uno dei capitoli-chiave riguarda appunto il merito dei docenti e come remunerarlo. Ma nel corposo volumetto si parlerà anche di sponsor privati e aperture alle scuole paritarie, autonomia degli istituti, materie dei singoli percorsi scolastici, rafforzamento dell'insegnamento dell'inglese nella scuola elementare. «Tutto ciò che è contenuto in questo rapporto - si legge sulla copertina - lo abbiamo studiato, vagliato, incubato negli ultimi mesi. Oggi lo offriamo perché sia oggetto di dibattito e confronto nei prossimi due mesi, nel quadro di quella che vogliamo diventi la più grande consultazione - trasparente, pubblica, diffusa, on-line e off-line - che l'Italia abbia mai conosciuto». Un'opportunità che in tanti non si lasceranno sfuggire, a cominciare dai sindacati.