«Rinunciate al caffé, portateci matite»

La raccolta di materiale scolastico prosegue. E' possibile portare ancora quaderni, pennarelli, matite, zaini e libri usati allo spazio Q, in piazzale Tevere al Vallone. Per informazioni contattare il numero 339-6311298. «Abbiamo ancora bisogno – dice Carmen Silva della onlus "Ci siamo anche noi" – Quest'anno la raccolta è più magra, forse la crisi tocca anche chi dona. Ma facciamo un appello alla città perché il bisogno è davvero grande». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Rinunciare a un caffè per comprare una matita. «Un piccolo gesto, uno solo fa poco ma tutti insieme possiamo diventare una forza». Carmen Silva lo ripete a chi entra allo spazio Q, in piazzale Torino al Vallone, dove ieri dalle 10 alle 15 la onlus "Ci siamo anche noi" ha raccolto materiale scolastico per aiutare le famiglie in difficoltà. Libri di testo usati, quaderni, pastelli, squadre e righelli, astucci e zaini. «Abbiamo tantissime richieste – dice sistemando su uno scaffale una pila di libri appena consegnati –. E' brutto avere fame ma è brutto anche crescere nell'ignoranza perché è da qui che nascono poi conflitti e tensioni sociali». Ci sono genitori che devono scegliere tra fare la spesa e riempire la cartella dei figli. Amed ha trovato la forza di chiedere perché non può farcela. La ditta per cui lavorava ha chiuso i battenti e la moglie sta lottando contro il cancro. Però hanno un figlio undicenne che quest'anno va in prima media, così Amed estrae dalla tasca un foglio piegato: è l'elenco dei libri di testo richiesti in una prima classe della succursale Boezio di via Simonetta. Spesa totale 287,15 euro. Allarga le braccia e abbassa gli occhi. «Ritiriamo libri usati lo scorso anno scolastico – dice Carmen Silva –. A parte qualche integrazione necessaria, ma facilmente rimediabile, sono ancora utili. Ci sono molte famiglie nelle condizioni di Amed». L'anno scorso la onlus è riuscita ad aiutarne 60. Ma quest'anno le donazioni stanno andando a rilento. Bah, genitori del Senegal, è la sintesi perfetta tra chi ha bisogno ma è anche capace di donare: ha 14 anni, ha finito le medie e porta un grande zaino con i libri che non gli servono più. Se poi troverà qualcosa utile anche a lui sarà soddisfatto. «Altrimenti va bene così» dice. «Io faccio la mediatrice culturale, lavoro con contratti a progetto, quindi nei tre mesi estivi non guadagno nulla – racconta Naima arrivata 17 anni fa dal Marocco – Ho due figli, di 12 e 13 anni. E abbiamo solo il mio stipendio. E' davvero difficile tirare avanti». Sua figlia, che a settembre frequenterà la terza media alla Casorati, cerca tra i libri impilati sul tavolo i titoli che le potrebbero servire. Julio è iscritto alla scuola materna. I suoi genitori 14 anni fa sono arrivati a Pavia dall'Equador. Joffre, il papà, fa il camionista e la mamma cerca lavoro. «E' un periodo nero – dice Carmen Silva – Fino a un anno fa qualche ora come badante o assistente ai malati si rimediava in 15 giorni. Ora passano anche tre mesi e le richieste si accumulano». La mamma di Julio ha seguito un corso Asa, per assistente sanitaria. Ma è nel cassetto. «Ritiriamo il pacco alimentare alla Caritas – dice – Non abbiamo i soldi per comprare anche i pastelli e il materiale che serve alla materna».