Via Emilia, market in crisi e pochi affari

Confesercenti e sindacati mostrano preoccupazione per l'andamento del commercio nell'Oltrepo orientale. «Il dato nazionale si attesta su una diminuzione delle vendite del 2,9%, e quindi quello locale è leggermente migliore – afferma Romeo Iurilli, presidente di Confesercenti Pavia –. Ma la situazione, comunque, rimane molto critica». Secondo Confesercenti sono tre i settori in cui la crisi si sta facendo più sentire: abbigliamento. alimentare ed elettronica. Tornano positivi, invece, e-commerce, acquisti su Internet e ambulanti. «Il commercio è in difficoltà – spiega Gildo Comerci, sindacalista della Fisascat Cisl –. Sappiamo della chiusura di "Ekom" di Redavalle, e del fatto che altre società della grande distribuzione soffrano la crisi. Ha influito sicuramente la diffusione massiccia dei centri di media e grande distribuzione, dovuta ad una concessione indiscriminata delle amministrazioni comunali degli spazi destinati alla vendita». di Donatella Zorzetto wBRONI La chiamano la "Las Vegas dell'Oltrepo", per via dell'ininterrotta serie di centri commerciali, medi e grandi, che sulla via Emilia, da Stradella a Casteggio, mostrano insegne e vetrine illuminate. Ma della "Las Vegas" quella via ha sempre meno. Insegne e luci si stanno spegnendo. La crisi svuota le gallerie di negozi, oltre che i registratori di cassa. Dopo il boom tra la fine degli anni Novanta e l'inizio del Duemila, ora sono soprattutto gli insediamenti più vecchi a risentire della concorrenza dei centri commerciali recenti. Le vendite franano. Non si arresta il calo dei consumi nell'Oltrepo orientale. Gli ultimi dati di Confesercenti mostrano una perdita del 2,3% nei primi sette mesi dell'anno. Sono tre i settori in cui la crisi si fa più sentire: al primo posto rimane l'abbigliamento, a seguire alimentare ed elettrodomestici. Ci sono però settori che mostrano una, seppur lieve, inversione di tendenza: l'e-commerce e gli acquisti su Internet, ad esempio, oltre a quello degli ambulanti, soprattutto stranieri, che popolano i mercati cittadini. Chi sale e chi scende. Se c'è chi riesce a galleggiare nonostante il drastico calo delle vendite, come "l'Iperdì" di Cigognola, c'è invece chi naufraga, come il discount di Redavalle, costretto a chiudere dopo vent'anni di attività. Va meglio, invece, nel tratto tra Broni e Stradella, dove anche i supermercati più piccoli ce la fanno ancora a reggere la concorrenza della grande distribuzione. A breve, inoltre, sono previste nuove aperture: due attività in franchising di scarpe ed abbigliamento a Stradella e un discount a Broni. Piccoli paesi senza market.Ma ci sono anche zone, come quelle più ad est, al confine con l'Emilia Romagna, o i Comuni rivieraschi del Po, dove mancano del tutto i market, sia per alimentari che non. Cigognola può essere l'esempio della tendenza che sta colpendo i centri commerciali: la struttura "Arredomercato Oltrepo", ha iniziato da tempo a veder calare le vendite, e ormai da due anni è in fase critica: il supermercato interno ha perso clientela, il reparto dell'arredamento ha chiuso e la galleria di negozi si è trasformata in una catena di stanze vuote. Resistono l'edicola, un bar e una gioielleria. «Le vendite sono in calo rispetto all'anno scorso – conferma Andrea Rossi, direttore del punto vendita –. Ma il trend sta caratterizzando sia la piccola che la grande distribuzione». Redavalle perde il discount.Non è riuscito a resistere alla crisi il discount della catena "Ekom", aperto nel 1994 nella piccola area all'inizio del paese. Da fine luglio, i dipendenti, una decina in tutto, sono stati trasferiti nei punti vendita di Castelnuovo Scrivia, Tortona e Sant'Angelo Lodigiano. Non va meglio ai magazzini di calzature, che pure risentono di un drastico calo delle vendite. La battaglia dell'Ascom. Quella di Stradella e Broni è la zona che meno risente della tendenza negativa del settore, e dove l'Ascom sta conducendo la sua battaglia contro nuovi insediamenti commerciali. A Stradella, dopo il completamento dell'area intorno alla rotatoria per l'ospedale (un supermercato e due medie strutture di abbigliamento e prodotti per la casa), è in previsione l'apertura di due attività in franchising di scarpe e abbigliamento nell'ex concessionaria Alfa Romeo. L'Ascom al sindaco ha chiesto la cancellazione anche di queste nuove attività. A Broni, invece, in attesa degli insediamenti nel quartiere Piave, sarà aperto un nuovo discount nel rinnovato quartiere "La Fracia". Tra Po e Valle Versa. A Bosnasco, Comuni del Po, Valle Versa, ad est di Stradella, resistono i negozi di vicinato, e non c'è media e grande distribuzione. Proprio per un terreno della zona industriale, si è parlato di un interessamento della catena "Auchan," per la realizzazione di un punto vendita. In valle Versa, infine, il supermercato "Gulliver", sulla provinciale per Santa Maria della Versa sembra stia prendendo quota. (hanno collaborato Oliviero Maggi e Franco Scabrosetti)