«Il mio jazz per immagini»
PIACENZA E' un'esperienza sconosciuta persino per un veterano come lui, che nel mondo dell'arte si è sempre mosso con grande disinvoltura. Umberto Petrin, pianista jazz nato a Broni, compositore e maestro improvvisatore di fama internazionale, è uno dei membri della giuria della tredicesima edizione del "Concorto Film Festival" che fino a domenica vedrà protagonista del grande schermo il "cinema corto" al parco di Villa Raggio di Pontenure (Piacenza, www.concorto.com). Oltre ad esprimere il suo parere sui film, Petrin terrà questa sera (ore 22.30) un concerto sulle immagini di due film di Buster Keaton, "One Week"(1920) e "The Goat" (1921), memorabili corti sui quali il pianista costruirà storie parallele, intrecciate alle immagini. «Come giurato mi sento un outsider perché tutti gli altri sono del mestiere, mentre le mie esperienze con il cinema sono più che altro con il film muto e con la video arte – dice Petrin - Forse mi sarei visto di più in una giuria popolare, però sono lusingato di essere stato chiamato in questa veste». Quali i suoi criteri per scegliere i "corti" migliori? «Farò leva sulla mia visione di arte che è un po' sempre la stessa, trasversale a tutte le arti, e anche sulle mie frequentazioni dell'arte contemporanea. E poi valuterò anche la sensazione che ognuno di questi film mi ha lasciato il giorno dopo averlo visto». Sarà un scelta difficile? «Molto più che difficile. Ho trovato grandissima qualità in tutti i film che ho visto, sono tanti quelli che mi hanno colpito e affascinato e, tra questi, bellissime opere di animazione. Quindi sarà decisamente impegnativo esprimere un parere. Fosse per me, ne sceglierei almeno dieci, invece dovrò salvarne solo la metà». Sarà un giurato eppure non usa mai la parola "giudizio". «Non la uso volutamente perché preferisco di gran lunga pensare di esprimere una mia opinione sull'opera d'arte di altri artisti. Esattamente come loro potrebbero fare con una mia composizione». Nel concerto di questa sera invece cosa farà? «Suonerò musica per immagini. Non mi interessa accompagnare i film muti ma piuttosto creare un dialogo, una sorta di botta e risposta tra immagini e musica. Quindi ho preparato una serie di temi, alcuni scritti da me appositamente per l'occasione, altri di Thelonious Monk che si adattano perfettamente alla figura di Buster Keaton e poi un tema di Lennie Tristano e altri di Ornette Coleman. Il tutto con un ritmo incalzante (ogni corto dura all'incira 20 minuti) e una buona parte di improvvisazione». Dopo il "Concorto Film Festival" quali sono i suoi programmi? «Quest'estate ho fatto concerti da Lisbona all'Emilia Romagna, a settembre suonerò in duo con il contrabbassista Paolo Badini, a ottobre andrò a New York e a dicembre all'Università di Venezia rifarò un concerto con Lee Konitz, uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz. Terrò anche una conferenza sulle rivistazioni dei pezzi di Alexander Scriabin, tema su cui avevamo lavorato». Marta Pizzocaro