Senza Titolo

di Rocco Coletti Indebitata e impoverita di valori tecnici. È una serie A ancor più mediocre quella che ripartirà domani a caccia della Juventus campione d'Italia. I migliori – vedi i capocannonieri delle ultime tre stagioni – vanno all'estero: le società non hanno potere contrattuale per portare in Italia i grandi campioni e si accontentano degli "scarti". E, a ben vedere, la fotografia della serie A è ben rappresentata dall'Italia eliminata al primo turno ai Mondiali. Il livello è quello. Un calcio italiano in mano ai padroni delle società che hanno determinato la discesa verticale degli ultimi anni. Un tempo i campioni erano qui, attirati dalle lire e dalla possibilità di competere in Champions: adesso le squadre italiane sono costrette a inseguire gli "scarti" delle big d'Europa. Il calcio riflette la crisi del Paese e, per certi versi, va anche oltre. Gli sponsor scappano da un movimento che non riesce a rinnovarsi. Basta vedere le molte maglie intonse, senza l'abbinamento pubblicitario che fa contento il cassiere. E per chi avesse ancora qualche dubbio ecco i dati degli abbonamenti con un sensibile segno meno rispetto alla passata stagione. Il calcio italiano non tira più come prima. Rissoso e ricco di ombre, a tal punto che il discorso tecnico rischia di passare in secondo piano. Anche perché in questo precampionato non s'è capito poi molto delle potenzialità delle squadre cosiddette di vertice. Amichevoli all'estero per strappare un pugno di euro e tornei insignificanti. Poche certezze all'orizzonte se non quella che per la Juve sarà impossibile ripetere l'exploit della passata stagione (102 punti, più 17 sulla Roma). I bianconeri senza Antonio Conte sono un'incognita: riusciranno a vincere il quarto scudetto di fila anche senza il condottiero che è salito in corsa sulla panchina della Nazionale? La sensazione è che il gap tra la Juve e la Roma si sia assottigliato per merito del mercato condotto dai giallorossi. Ma va rimarcato come la Vecchia Signora non abbia perso nessuno dei suoi protagonisti, anzi ha irrobustito l'organico con valide alternative. Se anche Massimiliano Allegri riuscirà a tirare il massimo da Pirlo e soci sarà dura spodestarli. Ma se così non sarà, la Roma coltiva l'ambizione di diventare la nuova regina d'Italia. Il Napoli – e l'eliminazione in Champions ne è una conferma – non ha dato la sensazione di essersi rinforzato. Non sarà facile restare sul podio. Piuttosto attenzione alla Fiorentina che, rispetto alla passata stagione chiusa al quarto posto, spera di poter contare sui gol di Giuseppe Rossi (ma gli acciacchi fisici continuano a tormentarlo) e Mario Gomez che finora, a Firenze, hanno trascorso più tempo in infermeria che in campo. E poi c'è l'Inter chiamata a migliorare il quinto posto. Thohir ha fatto piazza pulita della spina dorsale della vecchia guardia, c'è poco di Moratti in questa squadra se non la scelta dell'estate scorsa di prendere Walter Mazzarri. Anche il Milan deve migliorarsi, d'altronde fare peggio dell'anno scorso è pressoché impossibile. Ma difficilmente basterà solo l'entusiasmo di Pippo Inzaghi – come allenatore è tutto da scoprire – per riportare i rossoneri in zona Champions. Si ripartirà con la bomboletta spray in mano agli arbitri per far rispettare la distanza sui calci di punizione. Probabilmente, assisteremo a più gol. Quelli, complessivi, segnati nella stagione 2013-2014 sono stati 1.035, tanti per un campionato malandato come la serie A. Ma lo spettacolo in fondo è sempre quello, come per un bel film saremo tutti lì per un pugno di gol. @rocccoletti ©RIPRODUZIONE RISERVATA