Dai soldatini alle scene di battaglia La storia in miniatura va in mostra
yyIl carrarmato L'esposizione storica riproduce in scala anche mezzi militari moderni yyI cavalieri teutonici Particolare composizione (nove pezzi) del valore complessivo di 600 euro yyLeonardo e Ludovico il Moro Il genio fiorentino presenta al signore una delle sue macchine da guerra yyIl pezzo più costoso Questo diorama valutato 2400 euro ha vinto l'oro ai Mondiali di Stresa PAVIA La mostra intitolata "La storia in miniatura" organizzata dall'Aims (Associazione Italiana Modellismo Storico) in collaborazione con il Centro Culturale "Giogio La Pira"sarà aperta in Santa Maria Gualtieri oggi e domani dalle 18 alle 24 e nel weekend dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 24 (ingresso libero). «Presentiamo un'esposizione di figurini storici, diorami (scene che riproducono in scala situazioni di vita quotidiana o di battaglia), mezzi (carri armati, navi e aerei) e anche edifici (ad esempio la Caserma dei Carabinieri di Voghera)» spiega il curatore della mostra Andrea Carelli, 39 anni, pavese, informatore farmaceutico di professione e una gran passione per i figurini storici. «Saremo 26 espositori lombardi di alto e altissimo livello, per lo più di Pavia e provincia, con l'aggiunta di un paio di collezionisti di Milano. Tra noi c'è Mirko Cavalloni, 28enne collezionista di professione, giudice nei mondiali di modellismo storico statico», aggiunge. Ma come ci si appassiona al modellismo storico? «A quello "statico" (con modellini fermi, diverso da quello "dinamico", che riguarda aeromodelli, automodelli ed elicotteri radiocomandati ) ci si appassiona da piccoli, con i figurini che si acquistano in edicola. Poi quando la passione per i modellini incontra quella per la storia, si passa al kit per realizzare da soli i propri pezzi, modificandoli nei colori e creando anche i diorami. E quando si diventa bravi si può partire da zero, senza kit grezzo. Decisiva può anche essere la visita a una mostra». E' quello che è successo a lei? «Sì, dopo aver visto una mostra ho deciso che volevo diventare bravo a realizzarli e a dipingerli. Perché la parte bella di quest'arte non è solo l'assemblaggio dei vari pezzi, ma il momento in cui si colorano con tecniche varie che vanno dall'olio all'acrilico. L'altra cosa interessante è che prima di passare a questa fase bisogna documentarsi sulle varie tecniche e anche sui vestiti e le tonalità di una determinata epoca. Ricerca, storia e modellismo vanno di pari passo». Dopo di che? «Comincia lo scambio dei modellini con pezzi di altri collezionisti, la vendita ai privati, la partecipazione alle fiere e ai concorsi nazionali e mondiali. Ci sono anche collezionisti che tengono i loro modellini chiusi in una vetrina e non li fanno vedere a nessuno, ma per me vale il detto che "se fai una cosa e non la fai vedere è come non averla fatta"». Specializzarsi in un periodo storico particolare è una regola o una scelta? «Non esiste una regola in questo senso, tant'è vero che ci sono collezionisti che spaziano dai greci ai romani e dal periodo napoleonico alla seconda guerra mondiale. Poi c'è un'ulteriore sotto-divisione, per cui si può scegliere di dedicarsi solo ai figurini o solo ai mezzi. Per quanto mi riguarda, colleziono solo figurini di epoca romana e medievale, in particolare ordini monastici e cavallereschi e ad oggi possiedo un centinaio di modellini, collezionati in circa dieci anni». Che differenza c'è tra chi colleziona per passione e chi invece lo fa per professione? «Se lo fai per passione è un hobby come un altro, se lo fai per professione devi essere bravo, farti un nome e dedicarti alla cosa 24 ore al giorno. Mirko Cavalloni, per esempio, ha un negozio online, fa il giudice ai mondiali, tiene lezioni di costruzione e pittura, e moltissime altre cose legate al settore». Quella del modellismo storico statico è una passione costosa? «Non più di altri hobby. Un kit (da assemblare e dipingere) per un figurino 54 millimetri, che è la dimensione base medio-piccola, costa sui 35 euro, quello più grosso, il kit grezzo da 90 millimetri costa sui 60 euro. I mezzi costano di più: un carro armato per esempio, parte da 50/60 euro». Come si determina il valore di un pezzo finito? «Più si è bravi a dipingere più il pezzo acquista valore. Molto dipende dal tempo che c'è voluto per realizzarlo, motivo per cui i mezzi hanno sempre un valore più elevato rispetto ai figurini. Per capire: i figurini dipinti bene arrivano a 300 euro, un carro armato a regola d'arte si può vendere anche a 1500 euro». La vostra associazione cosa fa per appassionare i giovani? «Siamo stati nelle scuole pavesi con una serie di conferenze. In futuro, se il Comune ci darà la possibilità di utilizzare le sue sale, vorremmo illustrare agli interessati la realizzazione di un pezzo, dal grezzo alla colorazione. Inoltre speriamo di poter organizzare tante altre mostre per far conoscere questo fenomeno, molto diffuso ma che ha poche occasioni di essere pubblicizzato». Marta Pizzocaro