«Collasso piccole imprese che non hanno voce»
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Centosei imprese fallite da gennaio a oggi, altre 150 che stanno per farlo. Ditte individuali e negozi che a settembre non rialzeranno la saracinesca. E casi complicati come Guala di Torre d'Isola, 135 dipendenti, ormai sull'orlo del baratro. Renato Losio, segretario generale della Camera del Lavoro, rientra in sede, a Pavia, e si prepara ad affrontare un autunno difficile. Cosa ci dobbiamo aspettare da settembre? «Si parla molto di autunno caldo, anche Renzi ironizza. Ma, nonostante i capricci della meteorologia, non vedo alcuna discontinuità con il periodo che stiamo attraversando. Restiamo nella cruda realtà». Un 2014 nero. «Non ci sono mai stati spiragli di luce. La situazione è sempre più complicata e mi pare che questa provincia stia lentamente morendo, un po' nell'indifferenza generale. Continuano i fallimenti, un sintomo preoccupante perché colpiscono non solo le medie aziende, ormai quasi estinte da noi, ma le piccole». Quelle su cui si fonda l'economia della provincia. «A parte i nomi che sentiamo ripetere in questi mesi, Guala, Merck, le altre realtà sono piccole e non hanno voce. Eppure ogni giorno in Camera del Lavoro vengono a raccontare i loro guai in tanti. Artigiani, commercianti ma anche padri di famiglia che, senza tutele, si trovano da un giorno all'altro a casa. Senza stipendio, con i figli da mandare a scuola, le spese sanitarie, gli anziani che ritirano dalle case di riposo ormai diventate un lusso se uno è senza reddito». E in autunno si riaprirà anche la stagione degli sfratti. «Quello della casa è un altro grosso problema. Così come l'accoglienza degli studenti. Bisogna impostare politiche a lungo termine, facendo rete». Rete, tavoli, confronti. Servono davvero? «Il tavolo aperto insieme a Confindustria e Università sembra essere ben impostato. E' l'unico in cui si stia discutendo di prospettive concrete. L'ambiente pavese, in generale, è pieno di gente di buona volontà che però non riesce a fare sistema. Questo è il nostro principale difetto». Su cosa si potrebbe lavorare meglio? «Abbiamo settori di punta come l'agroalimentare, il turismo. E sarebbe importante sostenere le aziende ancora sane per evitare di disperdere un patrimonio. Poi servirebbero più coraggio e sguardo lungo». Anche attrarre nuove imprese. Ma come? «Bisogna riuscire a rendere il territorio più competitivo. Aiutare chi vuole investire da noi con interventi di tipo fiscale. Agevolazioni ma anche tempi più snelli e il potenziamento di infrastrutture, sia stradali sia telematiche. Per un camion carico di merci diventa un'impresa attraversa la nostra provincia tra ponti interrotti e strade dissestate». A settembre incontrerete di nuovo gli industriali. A che punto è il piano di rilancio? «Dobbiamo impostare progetti sul medio e lungo termine. Avere la pazienza di non pretendere risultati immediati. Non basta avere buona volontà e dobbiamo imparare a non accontentarci ciascuno del proprio orticello». Il 19 Susanna Camusso sarà a Pavia, in piazza Vittoria. «Sarà un incontro sulla riforma del pubblico impiego, aperto alla città. E la sera offriremo un concerto». Sui distacchi nel pubblico impiego è appena arrivata la stangata del Governo. «Se non è la solita manovra demagogica ma un primo passo di razionalizzazione allora ci sta. Altrimenti è la mossa sbagliata».