Recuperati 24 corpi, oltre 100 i dispersi
Si aggrava il bilancio dell'ultimo naufragio di immigrati nel Canale di Sicilia. Sono 24 i cadaveri recuperati dalla Marina militare, e tra questi sette donne e un neonato, ma secondo il racconto dei sopravvissuti, in questa strage senza fine, i dispersi sarebbero oltre cento. I 364 superstiti della tragedia, tratti in salvo dalle navi della Marina e della Guardia costiera sono stati sbarcati ad Augusta (Siracusa), mentre emergono particolari agghiaccianti dai racconti di altri sopravvissuti, quelli che si trovavano sul gommone su cui sono stati scoperti 18 cadaveri. Mentre salivano, molti sono stati picchiati con una spranga, altri trascinati a bordo con la testa sanguinante, svenuti o forse già morti. Alcuni sono morti soffocati dal mix di acqua e benzina che si è formato sul fondo della barca. L'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) stima che siano 1.889 le persone morte a partire da gennaio, di cui 1.600 dall'inizio di giugno. Gli ultimi giorni sono stati i peggiori, con tre gravissimi incidenti in mare. Il più spaventoso si è verificato venerdì, quando un'imbarcazione che trasportava almeno 270 persone si è capovolta nei pressi di Garibouli, a est di Tripoli: solo 19 i sopravvissuti. Da allora la Guardia costiera libica ha recuperato i corpi di 100 vittime, cinque i bambini. La spiaggia del naufragio si è trasformata in un girone infernale, con cadaveri ovunque: «Abbiamo "liberato" 100 corpi che erano incastrati nel relitto, altri 70 sono stati portati via dalla marea - racconta Abdel Latif Ibrahim, ufficiale della Guardia costiera libica - Non ci sono falle nel relitto. Credo che la barca si sia rovesciata per il sovraccarico: per loro non c'è stato scampo».