«La centrale sarà pronta entro il 2017»
di Filiberto Mayda wCASEI GEROLA «Ci stiamo investendo un mare di soldi dopo che per anni tutti, e dico tutti, hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote». Mario Resca - presidente della «Bioenergy» di Roma, ossia della società del gruppo Terrae SpA che, in collaborazione con Enel Green Power, sta realizzando la centrale a sorgo di Casei Gerola - non le manda a dire: «Guardi, certo non siamo stati aiutati in questo progetto, un progetto ambientalmente compatibile, che darà posti di lavoro ai cassaintegrati dell'ex zuccherificio e alla filiera tutta. Anzi, se devo fare un nome, solo Donatella Lotzniker, della Cgil, mi ha aiutato...». Certo è che il progetto della maxi centrale, il principale progetto di Terrae SpA, il cui capitale è per il 15% di Enel Green Power, è fermo da tempo. O meglio, come dice Resca, «il cantiere è pronto, in sicurezza, ma attendiamo solo l'assegnazione dei lavori». Sta di fatto che, a leggere il «Piano industriale 2012» della società presieduta da Mario Resca, nel 2012 era prevista la «messa in esercizio» dell'impianto di Casei Gerola (15 MW) e, nel 2014, l'allacciamento a questo impianto di altri 11 mini-impianti. Operazione notevole, indicata - sempre nel Piano industriale - come avente un valore intorno ai 61 milioni di euro. Eppure, quando mancano solo quattro mesi al 2015, nei campi di Casei Gerola ci sono reti, nastri delimitatori e qualche cartello. «Di strada ne abbiamo comunque fatta parecchia - dice ancora Resca - tant'è che dopodomani (giovedì, ndr) faremo questa presentazione pubblica a Tortona, a tutte le associazioni agricole. Per quanto riguarda i tempi, posso dirle che il cantiere era stato aperto entro i 12 mesi previsti e malgrado i problemi con la Regione, il ricorso al Tar dei sindaci che ci hanno costretto a rimandare i nostri progetti, ora siamo prontissimi. Una volta assegnati i lavori, e parliamo di 50 milioni di euro, passeremo alla progettazione esecutiva, e alla costruzione della fabbrica vera e propria. Penso che nel 2017 potremo già parlare di produzione. Francamente, non riesco a capire: in questa provincia tutti chiudono e noi apriamo, diamo lavoro con un impianto ad energia alternativa, diamo un'alternativa alla barbabietola che farà prendere fiato agli agricoltori. E tutti ci criticano». Il timore, anzi la paura, è che poi i danni - sotto il profilo ambientale - siano superiori al vantaggio economico per il territorio: «Storie: l'impianto non inquina, il passaggio dei camion sarà limitato. In ogni caso, per giovedì sono tutti invitati a Tortona se vogliono sapere come lavoreremo». @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA