100 milioni di euro l'anno per le medicine dei pavesi

di Anna Ghezzi wPAVIA Cento milioni di euro all'anno. È la spesa dell'Asl per coprire il costo dei farmaci acquistati in provincia di Pavia su prescrizione medica ogni anno, milione più milione meno. I farmaci che assorbono la percentuale maggiore della spesa sono quelli per la prevenzione cardiovascolare, ipertensione, diabete e colesterolo, circa 34 milioni all'anno. Poi vengono i farmaci per intestino e stomaco, 16 milioni di euro all'anno, e quelli per i tumori, circa 5 milioni e mezzo all'anno. Iin quest'ultimo caso le terapie più costose vengono fatte in ospedale, ovvero l'altro lato della spesa farmaceutica. Contando anche i farmaci somministrati in ambulatorio o in ospedale, si raggiungono i 200 milioni in totale. Il boom degli antibiotici. «Quest'inverno c'è stato un picco nell'uso degli antimicrobici – spiega Mirosa Dellagiovanna, responsabile dell'unità di Governo assistenza farmaceutica e responsabile della Farmacovigilanza dell'Asl di Pavia – la spesa è salita dai 2 milioni di euro del 2013 ai 2 milioni e mezzo, ma non è una questione di spesa, quanto di sanità pubblica: negli ospedali sono stati rivisti i protocolli di somministrazione, ma se il paziente abusa di antibiotici a largo spettro, i più diffusi, mette a rischio gli altri pazienti con microbi resistenti». Spesa che cala, pazienti che crescono. Nel primo semestre 2014 sono state emesse quasi 2,7 milioni di ricette, l'anno scorso erano state poco più di 2 milioni e mezzo. E la spesa per i farmaci è diminuita da 55 a 54 milioni mentre il numero di assistiti è cresciuto da 288.300 a 288.787. Ovvero più di un pavese su due ha avuto almeno una prescrizione medica. La Regione ogni anno stabilisce un finanziamento per la spesa farmaceutica di ogni Asl: per Pavia erano 104 milioni di euro nel 2013, sono 100 per il 2014. Ma è un obiettivo, non un tetto: «Se necessario la Regione rivede l'impegno, l'importante è che la terapia sia appropriata – spiega il direttore generale Alessandro Mauri – Noi dobbiamo dare il meglio delle terapie disponibili al costo più basso. L'evoluzione farmacologica permette di avere talvolta un farmaco con un vantaggio clinico e gestionale a un costo maggiore, talvolta a un costo inferiore». Farmaci generici. In provincia di Pavia il 73,52% delle dosi di farmaco prescritte in media ogni giorno sono a brevetto scaduto, i cosiddetti generici, un po' più rispetto alla media della Regione lombardia, il 10% in più rispetto a due anni fa in provincia. «Il farmaco generico – spiega Dellagiovanna – o biosimilare ha la stessa efficacia clinica del farmaco "firmato" ma costa meno perché il brevetto è scaduto». Il brevetto di 10 anni copre i costi della ricerca: in questo periodo la casa farmaceutica fissa il prezzo di vendita al pubblico forte del fatto che i concorrenti non possono commercializzare un farmaco analogo. «Quando il brevetto scade, però – spiega Dellagiovanna – è possibile per le altre aziende produrre un farmaco che per efficacia e sicurezza sia del tutto identico a quello originale». Formare chi prescrive. Favorire il farmaco equivalente significa innescare un meccanismo che fa calare il prezzo anche del farmaco firmato: «Le aziende farmaceutiche sono costrette a riequilibrare i prezzi – dice Mauri –. Il risparmio per la collettività permette al Servizio sanitario nazionale di usare le risorse per introdurre farmaci innovativi che spesso rimangono confinati negli ospedali o fuori dai confini». E dato che i cittadini si affidano agli specialisti ospedalieri e ai medici di famiglia, l'Asl fornisce loro i più recenti studi clinici per orientarli nella prescrizione migliore. Mettendo sempre più in collegamento ospedali e territorio perché, come spiega Dellagiovanna, «Si va dallo specialista per le malattie croniche ma poi si torna dal medico di famiglia».