Donne clochard, progetto per un dormitorio
Sono due i dormitori comunali riservati agli uomini in città: quello di via San Carlo che mette a disposizione 24 posti letto (4 riservati all'emergenza freddo) e quello in via Lunga che può accogliere fino a 12 persone. Un dormitorio femminile, per ora, è attivo solo a Voghera. Più facile invece trovare una collocazione alle donne con figli minori perché esistono comunità protette e strutture pubbliche e private in grado di accoglierli. Ma per una donna sola, come quelle che vivono sulla strada in città - età media tra i 30 e i 50 anni - non ci sono spazi adeguati. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Anna avrà trent'anni ma ne dimostra venti di più. Curva, nel maglione infeltrito troppo largo per lei, le rughe scavate dalla fatica di giorni tutti uguali sotto il sole, la pioggia, il freddo pungente dell'inverno. Senza un tetto se non quello occasionale della sala d'aspetto della stazione. Si arrangia come può, a volte segue il suo uomo che vive come lei sulla strada. Ma per le donne come Anna, che non hanno una casa e una famiglia, non sono presenti in città strutture di accoglienza. Non esiste il corrispettivo dei dormitori maschili di via Lunga o via San Carlo. «E' un tassello che manca all'assistenza – conferma l'assessore ai Servizi Sociali del Comune Alice Moggi – Ma è un progetto che abbiamo in cantiere. Storicamente i senzatetto sono uomini ma la presenza femminile, purtroppo, è in aumento». Il bisogno lo intercettano i volontari della ronda della Carità che il martedì e il giovedì sera distribuiscono generi di conforto a chi dorme all'addiaccio. Ma si concretizza anche agli operatori delle mense dei poveri. A fine pasto, timidamente, capita che una donna si avvicini per chiedere un letto in cui dormire, al sicuro tra quattro pareti. «E' successo anche questa estate a San Lanfranco – dicono i volontari che fino a metà settembre preparano il pranzo a un'ottantina di commensali, finché la mensa di Canepanova resta chiusa – . Ma non abbiamo saputo dare una risposta». Perché la risposta, confermano in Comune, ancora non c'è. «Insieme all'assessore ai lavori Pubblici Fabio Castagna abbiamo passato in rassegna alcuni immobili di proprietà del Comune – dice Alice Moggi – Devono avere caratteristiche particolari. Ma al momento non ci sono spazi adeguati e fruibili subito. In mancanza di risorse, una ristrutturazione di alloggi richiederebbe tempo. Ma non vogliamo arrivare all'inverno senza un luogo di accoglienza per le donne». I numeri sono bassi: 5, al massimo 10 persone che vivono per strada. «Basterebbe uno spazio di dimensioni medie – spiega Moggi –. Ma subito trasformabile. Facciamo appello alle associazioni, alle parrocchie ma anche ai privati che possano mettere a disposizione un luogo in città, con la condivisione delle spese». Nel frattempo al vaglio dei Servizi Sociali è passata una struttura di via Porta, accanto al parcheggio comunale. Ma una ristrutturazione richiederebbe tempi troppo lunghi e risorse che non ci sono. Tra le ipotesi, allo studio, anche alcuni alloggi da poco ristrutturati dalla parrocchia di San Lanfranco. Scartata invece la soluzione Fossarmato, troppo fuori mano e difficile da raggiungere la sera per una donna sola.