La città al funerale di Laura Marica si risveglia in ospedale

CATANIA «Ci sentiamo tutti vicini alla famiglia, a Marica che soffre in ospedale». Sono state le prime parole del parroco di San Giovanni la Punta, nel catanese, durante l'affollata celebrazione dei funerali di Laura Russo, la 12enne uccisa a coltellate dal padre Roberto, 47 anni, mentre dormiva all'alba di venerdì scorso. Nell'ospedale di Catania intanto, sta riprendendo conoscenza, anche se non è ancora del tutto vigile, Marica, 14 anni, l'altra figlia che Russo ha ferito gravemente. L'equipe medica della rianimazione dell'ospedale "Garibaldi" conferma il «cauto ottimismo» sulle sue condizioni di salute migliorate dopo una prima fase di instabilità emodinamica. «Bella e fragile come un cerbiatto ferito» la descrive il direttore del reparto, Sergio Pintaudi. Dall'ospedale dove è piantonato Russo (che ha tentato il suicidio) ha affrontato il suo primo interrogatorio. «Io non mi ricordo niente», ha detto agli inquirenti. E poi è scoppiato in lacrime quando il gip Flavia Panzano gli ha detto che Laura è morta e che lui è accusato di averla ammazzata. L'uomo ha detto ai magistrati che aveva una relazione virtuale con una donna conosciuta in chat e che per questo il suo rapporto con la moglie era entrato in crisi.