Teheran: «L'Iran armerà la Cisgiordania»
TEHERAN L'Iran ha annunciato ieri l'intenzione di «accelerare» la consegna di armi ai palestinesi come rappresaglia all'invio sul suo territorio di un drone-spia israeliano. La dichiarazione è del generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione: «Accelereremo l'armamento della Cisgiordania e ci riserviamo il diritto di rispondere» all'invio del drone di "tipo Hermes" abbattuto mentre si avvicinava al sito di arricchimento dell'uranio di Natanz», ha scritto sul sito ufficiale. «Se tali azioni si ripeteranno, daremo una risposta dirompente» ha aggiunto, spiegando che «pezzi del drone sono stati recuperati e sono oggetto di analisi». È stato un nuovo giorno di fuoco intanto a Gaza, mentre dalla Striscia piovevano su Israele 120 razzi e colpi di mortaio. Dalla mezzanotte di domenica, quattro i palestinesi uccisi, tra cui due donne e un bambino di tre anni, con un bilancio totale di 2.124 morti. Circolano intanto voci su una nuova proposta di tregua che riporterebbe le delegazioni al Cairo. «C'è un'idea per un cessate il fuoco temporaneo che apra i valichi, permetta l'ingresso di aiuti e materiale per ricostruire» mentre i «punti contesi verranno discussi tra un mese», ha riferito un alto funzionario palestinese. «Siamo pronti ad accettarlo, ma stiamo aspettando la risposta israeliana alla proposta». Da Hamas è arrivata solo la conferma che «sforzi sono in corso per un accordo» che dipenderà però dall'accettazione delle richieste palestinesi. Israele non negozia «sotto il fuoco», ha ribadito il portavoce di Benjamin Netanyahu, Mark Regev. Se però un cessate il fuoco entrasse in vigore e funzionasse, ha aggiunto il ministro dell'Educazione israeliano, Yaakov Peri, allora «ci sarebbe una buona possibilità di ritornare al Cairo».