Ok Pavia, a Reggio passa il turno

dall'inviato Luca Simeone wREGGIO EMILIA Primo obiettivo centrato. Conterà pure poco la Coppa Italia di Lega Pro, ma intanto il Pavia avanza dopo anni di uscite al primo turno, e lo fa bene vincendo sul campo di una Reggiana che è sempre squadra di rango e ambiziosa. E' una vittoria in rimonta, quella della squadra di Maspero, alla quale bastava anche il pari per passare: decide il rigore trasformato da Soncin a metà ripresa che ha spinto le residue velleità dei granata di superare il turno, in una partita comunque interessante e vivace anche sotto l'aspetto delle occasioni da gol. Il Pavia dà l'impressione di poter fare male ogni volta che si presenta dalle parti di Feola, ma allo stesso tempo di poter essere infilato con relativa facilità. Così al 7', dopo che Soncin lanciato a rete era stato fermato dal recupero di Zanetti, la gara la sblocca la Reggiana: Siega si accentra e di destro dal limite la mette dove Facchin, che non accenna nemmeno al tuffo, non arriva. Al 16' il Pavia, grazie a una giravolta sulla linea di fondo di Cesarini ben imbeccato da Buongiorno riesce pure a trovare il pareggio, ma la palla è uscita a giudizio del secondo assistente Berti (in verità la sfera non pare uscita del tutto). Proprio Cesarini con i suoi cambi di passo mette in difficoltà la difesa granata: al 20' la sua conclusione è deviata da Ruopolo che rischia l'autorete, poi al 27' il trequartista ex Savona fa fuori mezza Reggiana ma pretende troppo e al momento di concludere viene contrato. In precedenza una gran palla di Ferretti aveva liberato Soncin davanti a Feola, ma anche in questo caso il rientro di De Giosa aveva vanificato una grande chance. La Reggiana sull'asse Siega-Ruopolo si fa ancora pericolosissima ed è soprattutto a cavallo della mezzora che i padroni di casa mettono a nudo i rischi ai quali si espone il Pavia con un assetto spregiudicato e una linea difensiva costantemente a ridosso di quella del centrocampo. Al 29' infatti l'uno-due dei granata taglia la difesa azzurri e libera Bruccini sulla destra, il retropassaggio è per Ruolo che grazia il Pavia sparando alle stelle dall'area piccola. Poi al 31' la parabola di Angiulli da 40 metri per un pelo non sorprende Facchin, fuori dalla porta, in posizione da libero, come gli viene chiesto da mister Maspero. Al 37' però la gran mole di gioco del Pavia trova la sua conclusione con un'azione da manuale: finta di Cesarini per Soncin che di prima serve Ferretti, il quale controlla, si allarga e di sinistro fulmina Feola per l'1-1. Il Pavia continua a comandare il gioco anche a inizio ripresa, ma ancora un cross a tagliare la difesa mette in difficoltà a retroguardia azzurra: Ruopolo appoggia per Vernocchi che batte a colpo sicuro ma Facchin con un ginocchio dice no a un gol che pare già fatto. Poi ancora Facchin smanaccia una traiettoria maligna deviata da Cristrini. Poco dopo altro pericolo nell'area azzurra con Sabato, appena subentrato a Buongiorno che sbroglia in qualche modo su Ricci con l'aiuto di Facchin. Al 22' Sabato si propone in avanti e sul suo cross il destro al volo di Ferretti al volo lambisce il palo dalla parte opposta. La premiata ditta Ferretti-Soncin confeziona l'azione che al 24' porta il Pavia in vantaggio: l'uno-due per il Cobra viene interrotto dalla spinta di De Giosa. E' rigore, che lo stesso Soncin trasforma spiazzando Feola. La gara è ormai incanalata a favore degli azzurri, ma al 46' un lieve contatto in area azzurra tra Abbate e Ruopolo induce l'arbitro a fischiare il secondo rigore, stavolta per la Reggiana. Alessi però telefona il tiro, Facchin risponde pronto e mette in cassaforte la vittoria. ©RIPRODUZIONE RISERVATA