Il convoglio russo entra in Ucraina Kiev: «È invasione»
MOSCA Il controverso convoglio umanitario russo entra in Ucraina senza aspettare l'ok del governo di Kiev e della Croce rossa internazionale e fa gridare all'invasione le autorità ucraine. Ma l'iniziativa unilaterale del Cremlino è condannata anche dall'Ue, che ha parlato di «una chiara violazione della frontiera ucraina», dalla Farnesina, secondo cui si tratta di un fatto «gravissimo», dalla Nato e dal Pentagono, che hanno intimato a Mosca di ritirare «immediatamente» i suoi tir. Inoltre, secondo fonti citate ieri sera dalla Cnn, gli Stati Uniti si sarebbero convinti che la Russia abbia posizionato fino a 18mila soldati pronti al combattimento. In una telefonata con Angela Merkel alla vigilia della visita a Kiev della cancelliera tedesca, il presidente russo Vladimir Putin giustifica a spada tratta la decisione, affermando che «un ulteriore ritardo» nell'invio degli aiuti «sarebbe stato inammissibile» di fronte all'emergenza umanitaria nelle regioni russofone orientali. I circa 280 camion della colonna russa con a bordo quelli che Mosca dichiara essere aiuti per la popolazione di Lugansk - bastione separatista nell'Ucraina dell'est dilaniata dalla guerra civile - erano rimasti fermi a ridosso del confine per circa una settimana. Ma ieri il ministero degli Esteri di Mosca ha rotto gli indugi ordinando la partenza del convoglio. In un comunicato a lettere di fuoco, ha denunciato che «tutti i pretesti» di Kiev «per ritardare l'invio degli aiuti» si erano ormai «esauriti» e ha accusato il governo ucraino di aver intensificato gli attacchi su Lugansk e Donetsk. Quello di Mosca è considerato da molti osservatori un colpo di mano dopo i precedenti accordi con Kiev e la Croce rossa internazionale, i cui operatori avrebbero dovuto accompagnare il convoglio per poi occuparsi della distribuzione degli aiuti, ma non sono voluti partire perché mancavano «sufficienti garanzie di sicurezza» per il passaggio in una zona di guerra controllata dai separatisti. A scortare i camion bianchi ci sono invece alcuni miliziani filo-russi, gli stessi a cui la Russia è accusata di fornire armi. Ma a preoccupare Kiev è soprattutto il fatto che solo alcuni degli autocarri russi sono stati ispezionati dalle sue guardie di frontiera (a cui sarebbe stato impedito di controllare interamente il convoglio) per cui - secondo il ministero degli Esteri- «né la parte ucraina né la Croce rossa sanno cosa si trovi» a bordo. Kiev teme che gli aiuti umanitari russi - già arrivati a Lugansk - siano in realtà una sorta di cavallo di Troia per un intervento militare di Mosca o per fornire armi e mezzi bellici ai separatisti. E il capo dei servizi di sicurezza ucraini, Valentin Nalivaicenko, dopo aver definito l'ingresso del convoglio russo «un'invasione diretta», ha denunciato che gli autisti dei camion della colonna sarebbero carristi dell'esercito di Mosca. La Russia da parte sua respinge le accuse al mittente e sostiene che si tratta di «una missione puramente umanitaria». Critiche al Cremlino sono arrivate anche dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, secondo cui l'azione unilaterale russa «può solo aggravare la crisi nella regione».