Pederzoli: «Mi sento al top come il Pavia Qui si può vincere»
Il Pavia ha subito rimpiazzato Niccolò Romero con Pietro Cogliati (foto): con la FeralpiSalò si è dunque perfezionato uno scambio che ha portato in azzurro l'attaccante esterno classe '92 che l'anno scorso da gennaio ha giocato in Seconda divisione con la Pergolettese (come lo stesso Romero, che nel mercato estivo era passato al Castiglione). Due anni fa Cogliati aveva disputato un discreto campionato nella Tritium (23 presenze e tre gol). Sia lui che Romero si sono trasferiti nei loro nuovi club a titolo definitivo. Cogliati può essere utilizzato anche come esterno di centrocampo nel 3-4-1-2 di mister Maspero, e in questo chiave è quell'elemento con maggiori propensioni offensive che mancava nella rosa. Intanto prosegue il pressing delll'Albinoleffe su Caio De Cenco, che piace anche al Savona. Ma il Pavia non ha ancora deciso se tenere l'attaccante o accettare le proposte degli altri club. In ogni caso il brasiliano andrebbe via in prestito. di Luca Simeone wPAVIA «E' la fase della mia carriera nella quale mi sento al massimo, e qui a Pavia sta per nascere qualcosa di importante». Parole chiare, quelle di Alex Pederzoli, per spiegare la scelta di accettare la proposta del rinnovato club azzurro: obiettivi personali e della società convergono. E lo spirito con cui l'uomo guida del centrocampo azzurro (e non solo) affronta la sua nuova avventura serve a rafforzare il concetto: «Questa categoria io l'ho fatta quasi sempre per vincere, anche se naturalmente bisogna lavorare con umiltà». Quattordici mesi di squalifica tra il 2012 e il 2013 per il coinvolgimento nelle inchieste sul calcioscommesse hanno solo messo in stand by una carriera da girovago (il Pavia è il suo diciassettesimo club) ma in crescendo, dopo l'approdo nel 2009 in B al Gallipoli prima e all'Ascoli poi. «Cerco di vedere tutte le cose in maniera positiva – spiega il trentenne piacentino – ho sfruttato il tempo in cui sono stato fermo per dedicarmi alla famiglia e ad altre cose che avevo trascurato. E' stata un'esperienza che mi ha fatto crescere». L'anno scorso ha ricominciato in Lega Pro all'Alto Adige (dove era compagno di Facchin), sfiorando la B, già conquistata in passato al Padova. «Anche l'Alto Adige è una società ambiziosa, ma ho capito che qui al Pavia si volevano fare le cose in grande – dice Pederzoli – la proprietà non lesina nulla, sta investendo in tutti i settori, oltre che sulla rosa, dallo staff medico a quello tecnico. Da questo punto di vista Pavia è un paradiso, un'anomalia in positiva rispetto alla realtà del calcio in questa categoria. Anche la città deve capire che questa è un'occasione che tutti devono cogliere, bisogna che cresca questo entusiasmo». La città, tra l'altro, gli ha subito fatto un'ottima impressione. «Sono contento di essere qui, al primo impatto Pavia è piaciuta molto a me e alla mia famiglia – dice Pederzoli – quanto alla squadra, sono molto fiducioso perché ci sono tanti giocatori abituati a fare campionati di vertice». Il Pavia è inserita nel lotto delle squadre che puntano in alto: quali sono le principali rivali? «Le solite: Cremonese, Monza, Alessandria, Novara, con outsider come ad esempio l'Alto Adige. Ma ripeto, ho tanta fiducia nella nostra squadra: siamo quasi tutti nuovi ed è necessario trovare l'amalgama». Intanto c'è un primo traguardo da tagliare: la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia, che il Pavia si gioca domani al Mapei Stadium contro la Reggiana (una delle tante squadre nelle quali Perderzoli ha militato): «Obiettivo meno importante? Non direi, io non voglio perdere nemmeno le partitelle d'allenamento e poi è importante abituarsi a vincere, solo così la fiducia cresce: mai vista una squadra che aumenta l'autostima perdendo». Della voglia di vincere sempre s'è avuto un assaggio già nell'amichevole di Vercelli contro la Pro, nella quale Perderzoli ebbe uno scontro con Fabiano che portò alla doppia espulsione: «Cose che capitano, tutto risolto alla fine della partita». ©RIPRODUZIONE RISERVATA