Tronchi intasano il ponte corrente blocca i pompieri
Una squadra di una dozzina di volontari (con l'eccezione, necessaria dei manovratori dell'autogru) che, nel giorno in cui erano fuori servizio, hanno dato la loro disponibilità per effettuare un tentativo di rimozione della catasta di legna addossata al ponte. Arruolati anche alcuni agenti di polizia locale, coordinati dal vicecomandante Maurizio Camagni, e altri volontari della protezione civile del Comune che hanno pattugliato la zona per garantire sicurezza ai passanti lungo il sentiero checosteggia il fiume o ai conducenti di imbarcazioni e canoe. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Per quattro ore hanno cercato di smuovere i tronchi ammassati nell'acqua, contro uno dei piloni del ponte della ferrovia. In muta subacquea e giubbotto galleggiante, coordinandosi con i colleghi in barca e con quelli rimasti sulla sponda del Ticino a manovrare funi, ganci e la grande autogru. Poi la squadra dei vigili del fuoco, una dozzina di uomini tutti in servizio volontario, si è dovuta arrendere. Troppo vorticosa la corrente, ancora troppo alto il livello del fiume. «Abbiamo provato a mettere in campo un intervento che, se fosse riuscito, sarebbe stato quasi a coso zero – spiega Roberto Rizzardi, consigliere comunale con delega al coordinamento della protezione civile –. Abbiamo raccolto la disponibilità della nostra protezione civile, dei vigili del fuoco e della polizia locale. E abbiamo deciso di effettuare un'operazione preventiva per liberare il pilone ed evitare che il livello della catasta crescesse troppo, diventando pericoloso». L'intervento di rimozione dei detriti, conferma anche Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po), in realtà spetterebbe alla proprietà del ponte, ovvero a Rfi, gestore delle infrastrutture per Ferrovie italiane. Ma i tempi si sarebbero probabilmente fatti più lunghi. E il Comune ha provato a mettere in campo una soluzione più snella. «Purtroppo abbiamo dovuto sospendere la missione perché la corrente era troppo forte – spiega Rizzardi – . Il tempo non ha giocato a nostro favore. Il livello del fiume non è mai sceso. Già a fine mattinata ho comunicato l'esito a Rfi invitandoli a intervenire con attrezzature adeguate. Servirà almeno una piattaforma». Alle 9 del mattino la polizia locale è scesa sul Ticino in barca per regolare il traffico fluviale e ha delimitato con le fettucce rosse l'area sulla riva per consentire all'autogru dei vigili del fuoco di raggiungere la sponda destra lungo il sentiero sterrato. Una dozzina i vigili del fuoco che si sono messi a disposizione, fuori dal servizio. La squadra del Saf (il nucleo speleo alpino fluviale del comando provinciale), è scesa in acqua sfidando la corrente che in quel tratto è forte. Con l'assistenza da terra e dalla barca i tre operatori, addestrati per intervenire in ambienti impervi, sono scesi in acqua. Qualche bracciata nel fiume per raggiungere la catasta di tronchi e rami, aggrovigliati come un gomitolo. Ma difficili da districare. Non sono bastati tiranti e ganci per avere ragione dei detriti. Hanno lavorato per ore ma le dimensioni degli alberi e dei rami ammassati richiedono un'intervento strutturale diverso.