«Era nata per volare»
TORINO A Oleggio lo dicono tutti quelli che la conoscevano: Mariangela Valentini era «nata per volare». Si portava dentro quel desiderio fin dalla prima volta in cui da bambina il padre, idraulico, l'aveva portata da Oleggio alla vicina base di Cameri. Lì c'erano gli F35 che decollavano e atterravano, e la piccola Mariangela era rimasta come folgorata. Quegli aerei erano diventati la sua passione, il suo sogno. E Quando il padre morì, improvvisamente, diventarono per lei qualcosa di più: una promessa. Mariangela aveva solo 17 anni quando rimase orfana, insieme a mamma Piera e alla sorella. Si ripromise che non solo avrebbe finito la scuola superiore, ma sarebbe poi andata in Accademia e sarebbe diventata una pilota. In nome del padre, e di quella passione assoluta che neppure lei sapeva spiegare, ce l'aveva e basta. «Da quando ho ricordo, il suo desiderio era quello di fare il pilota - racconta a Oleggio Sabrina, sua amica e vicina di casa - voleva fare il pilota di caccia, non di linea». Dopo le scuole medie a Oleggio, Mariangela si era iscritta a un istituto paritario specializzato proprio nella formazione di piloti, il Francesco Baracca di Novara. Aveva 15 anni. L'amica Sabrina ricorda le confidenze di Mariangela: «Lei era una ragazza solare, simpatica ma anche molto determinata, capace di imporsi in un mondo prettamente maschile come quello dell'aeronautica. Quando tornava a casa non mancava mai di dirci che doveva impegnarsi più dei suoi compagni per dimostrare di valere almeno quanto loro. Ma era molto soddisfatta dei risultati raggiunti, e orgogliosa di essere stata una delle prime donne a pilotare un caccia». All'Accademia militare di Pozzuoli aveva frequentato il corso Borea V del 2001, lo stesso di Samantha Cristoforetti, diventata poi la prima donna astronauta italiana. La sua passione per i caccia era stata premiata nel 2010, quando fu promossa capitano. Poi sono arrivate per lei le missioni in Afghanistan e Libia. Unica donna-pilota a Ghedi insieme a una collega. Oggi Mariangela Valentini sognava due cose: avere una famiglia ed entrare nelle Frecce Tricolori. Lo aveva detto lei stessa nella sua ultima intervista, circa un mese fa: «Spero un giorno, come tutte le altre persone, di poter avere una famiglia - disse a Trapani un mese fa in occasione della manifestazione "Fly for Peace 2014" -. Ma spero anche nelle Frecce Tricolori: è un'occasione che capita una sola volta nella vita, one-shot, come si dice. Speriamo arrivi presto».