Le ladre fanno il bis poi scappano con un'auto nera

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Due colpi e mezzo in pieno giorno, con i ladri incuranti delle forze dell'ordine. E' accaduto lunedì ad Oriolo, un quartiere dove a maggio i residenti avevano organizzato una petizione per chiedere più sicurezza. Il primo colpo è stato messo a segno alle 8.30 in via Fornasone, all'incrocio con via Giudice. Due donne fra i trenta e i quarant'anni, che parlavano italiano ma con un accento straniero, hanno suonato alla porta di un'anziana con un pretesto. Mentre una delle due straniere bloccava sulla porta la pensionata, parlandole in continuazione e facendole domande per catturare la sua attenzione, l'altra è riuscita a entrare nell'appartamento. Poco dopo è intervenuta una vicina di casa, richiamata da quel vociare sulle scale. Prima che si mettesse male per loro, la donna che era entrata nell'appartamento ha raggiunto la complice e poco dopo le due ladre sono scappate. Nel bottino delle due straniere sono finiti una collana, un bracciale e un orologio, per un valore approssimativo di circa mille euro. Le due donne sono state viste scappare a bordo di un'utilitaria di colore nero, forse una 600. La targa, probabilmente falsa, cominciava con CK 600. «Ma hanno fatto poca strada - racconta Giampiero Santo Zammataro, un residente - Mentre la derubata e la vicina davano l'allarme a polizia e carabinieri, le due ladre si sono fermate in fondo alla stessa via Giudice e hanno fatto il bis. Un mio amico ha avuto una disavventura peggiore. In pieno giorno era a casa sua, quando ha sentito dei rumori provenire dalla porta di casa: i ladri gliela stavano scassinando. Ha urlato ai ladri che era armato e che se avessero continuato gli avrebbe sparato attraverso la porta. Nel dubbio, gli intrusi se ne sono andati. Ma è possibile che debba finire così? Che i cittadini debbano armarsi per difendere i loro diritti? Quando polizia e carabinieri trovano un ladro in flagranza di reato e lo arrestano, i giudici lo rimettono in libertà il giorno stesso». Prima dell'estate Zammataro aveva raccolto 200 firme nel quartiere, per chiedere più protezione alle forze dell'ordine. «Si sono viste solo alcune pattuglie in più della polizia - prosegue - Ma è una goccia nel mare. Vediamo individui sospetti che arrivano e si fermano tutta la giornata, sicuri della loro impunità. Fanno quello che vogliono. Al sindaco e agli altri politici voglio dire che non ci possono considerare solo prima delle elezioni. Viviamo qui, paghiamo le tasse e vogliamo sicurezza». La situazione è destinata a precipitare con l'imminente chiusura della caserma dei carabinieri (secondo alcune voci entro il 31 dicembre) per i tagli al bilancio dello Stato. Molti effettivi sono stati trasferiti in altre compagnie o stazioni dipendenti. «Lo Stato risparmia sulla nostra pelle - chiude Zammataro - E se cerchi di difenderti da solo vai incontro a guai peggiori rispetto a chi ti deruba».