Negozi, Imu sotto accusa «Presto altre chiusure»

VIGEVANO Affitti alti e negozi chiusi, la realtà vigevanese di questi tempi parla chiaro. E l'aumento dell'Imu, per la quasi totalità degli esercizi commerciali, è stato il colpo di grazia. Se dal 2012 al 2013 la tassa sugli immobili non aveva subìto alcun ritocco, nel 2014 è arrivata la stangata, visto che l'aliquota è passata dall'8,60 per mille al 9,50. Abbastanza da far lanciare un grido d'allarme ai rappresentanti delle associazioni di categoria. «Le tasse, anche quelle comunali, andrebbero abbassate per il commercio – spiega Romeo Iurilli della Confesercenti –. Abbiamo analizzato il quadro generale e ci siamo convinti che molte attività a settembre non riapriranno. Aumentare anche l'aliquota dell'Imu significa mettere in difficoltà non solo chi paga l'affitto, ma a questo punto anche i commercianti proprietari dei muri, che un tempo erano in un certo senso dei privilegiati». I negozi vuoti intanto sono in aumento e in alcuni casi qualcuno sta già cambiando politica, tanto che qualche negozio nelle vie centrali viene affittato a 350 euro mensili, una cifra improponibile fino a qualche tempo fa. Il quando però non cambia ancora e a Vigevano il numero dei cartelli con la scritta "Affittasi" è in netto aumento, in modo particolare nel centro storico. L'opposizione stigmatizza come "inesistente" la politica commerciale messa in campo dalla giunta Sala, anche se prima delle ferie l'assessore al commercio Barbara Tovagliaro, durante un incontro con i commercianti, ha promesso che avrebbe parlato con i proprietari nel tentativo di far scendere gli affitti dei negozi. «Ormai in centro non c'è più nessun rapporto tra gli affitti che chiedono i proprietari e quello che possono pagare i commercianti – dice il capogruppo Pd in consiglio comunale Carlo Alberto Motta –. L'Imu è aumentata per tutti e un'aliquota così alta non incoraggia certo ad aprire un'attività. L'amministrazione può intervenire abbassando l'aliquota Imu a chi affitta il negozio e lasciandola invece invariata a chi lo tiene vuoto. Ma le possibilità sono molteplici, basta guardare l'esempio di Treviso, dove l'amministrazione ha chiesto a un consulente un progetto per rilanciare il commercio in centro storico. Il risultato è stata l'apertura di 30 nuovi negozi». Andrea Ballone