Piscine, crollano fatturato e stipendi

VIGEVANO L'estate nera delle piscine lomelline. La crisi e il maltempo hanno ridotto il fatturato delle piscine anche del 70 per cento e pure le ore lavorate degli stagionali, studenti e disoccupati. «Quest'anno – dice Gianalberto Vietti del centro Santa Maria di Vigevano – abbiamo avuto un calo del 70 per cento, dovuto principalmente al tempo brutto. Se un cliente vede il cielo nuvoloso alla mattina, rinuncia ad andare in piscina al pomeriggio pagando il biglietto intero, anche se poi esce il sole. L'organico non è stato ridotto, ma i ragazzi hanno lavorato meno ore, dal momento che spesso la piscina ha chiuso alle 15 a causa della pioggia». Stessa musica a Cassolnovo, dove il gestore della piscina Ticino Free Time Paolo Riccio spiega: «La riduzione è stata consistente. Noi abbiamo un gruppo di ragazzi che lavorano per noi tutto l'anno, ma a luglio e agosto sono stati impegnati meno ore. Possiamo dire che con i centri estivi ci siamo salvati, visto che i genitori continuano comunque a darci fiducia». A Mortara la stagione estiva, fino a questo momento, è stata molto deludente: «E' la prima estate per noi, ma facendo un confronto con la precedente gestione stiamo registrando un calo dell'80 per cento del fatturato – spiega Franco Valcuvia, presidente della Padana Nuoto che da dieci mesi gestisce l'impianto comunale – Purtroppo i costi sono invece sempre gli stessi e quindi questa estate anomala ci sta danneggiando». Stessi problemi al Parco acquatico di Cilavegna. «Il calo rispetto allo scorso anno è del 75 per cento – sottolinea il responsabile Maurizio Toietta –. Anche gli stagionali ci hanno perso, perché quest'anno abbiamo utilizzato solo il personale per la pulizia delle vasche. Per le altre mansioni abbiamo limitato i collaboratori, vista la scarsa affluenza». (a.bal. e a.c.f.)