Obama: «La polizia ha sbagliato»
di Andrea Visconti wNEW YORK Ferguson come Beirut o Gaza. Così un predicatore battista nero a Saint Louis ha definito la situazione a Ferguson, un quartiere della città che da quattro giorni è teatro di scontri violenti fra le forze dell'ordine e la popolazione prevalentemente nera. Scontri che sono esplosi a seguito della morte di un ragazzo di diciott'anni colpito da un proiettile della polizia. Michael Brown non era armato. Sabato stava camminando con un amico quando avrebbe assaltato un poliziotto. Quest'ultimo sostiene che Michael abbia tentato si impossessarsi della sua pistola e l'agente per difendersi l'ha estratta ed è partito un colpo che ha freddato il ragazzo. Immediata la reazione della comunità nera che si è riversata in strada per protestare. Ma le proteste hanno assunto connotati violenti con teppisti locale che hanno colto l'occasione per assaltare negozi, distruggere vetrine e appiccare incendi. La polizia ha reagito in modo duro attac la folla inferocita con lacrimogeni e bastoni d'ordinanza. Mentre la famiglia di Michael invitava alla calma le tensioni aumentavano arrivando perfino agli arresti di un noto attivista sociale accusato di "assembramento illegale". Anche alcuni giornalisti sono stati arrestati per avere fotograto le proteste. Una situazione fuori controllo che ha avuto bisogno l'intervento di Obama per evitare che degenerasse ulteriormente. «Non ci sono scuse per un uso eccessivo di forza da parte della polizia contro manifestanti pacifici. Negli Stati Uniti la polizia non dovrebbe usare prepotenza o arrestare giornalisti che stanno cercando di fare il proprio lavoro» ha detto il presidente. Subito dopo la rezione di Obama il governatore del Missouri Jay Nixon ha fatto sapere che l'inchiesta sul decesso di Michael verrà tolta alla a polizia locale e di contea e passerà nelle mani dell'Fbi. Intanto il ministro della giustizia Holden si è consultato con la senatrice del Missouri Claire McCaskill mentre la situazione d'allarme passa dala cronaca locale a quella nazionale. Nel frattempo l'identità dell'agente che ha ucciso il giovane rimane protetta. Si teme per la sua incolumità dopo minacce di morte diffuse in rete. Minacce che mettono a rischio anche la famiglia del capo della polizia dopo che un hacker è riuscito a inserirsi nei file della polizia e ha diffuso online le foto del commissario, di sua moglie e dei loro figli con tanto di indirizzo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA