«Con Bagnoli Napoli risorgerà»
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI «Dalle parole ai fatti ce ne passa» urla al megafono un ragazzo dell'associazione "Terra dei Fuochi". Sono un centinaio a protestare dietro un cordone di poliziotti schierati sotto un torrido sole a protezione del premier Renzi in visita a Bagnoli. Una protesta vivace ha accolto il capo del governo nella sua prima tappa del tour nel Mezzogiorno, promessa a giugno durante la kermesse di "Repubblica delle Idee". Tappa obbligata alla Città della Scienza, dove Renzi ha firmato gli atti per finanziare la ricostruzione del centro scientifico napoletano. Gli attivisti dell'associazione che usa il nome della terra campana martoriata dai rifiuti, lo aspettano con lo striscione "Renzi come Schettino", accanto i ragazzi del centro sociale locale Iskra impegnati nella lotta per la bonifica del territorio. Tra questi Renzi incrocia gli sguardi più agguerriti e i contestatori più accaniti, tenuti lontano da agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che bloccano qualsiasi accesso. Il centinaio di ragazzi sono quasi tutti di Bagnoli e decidono allora di manifestare per le strade del quartiere. «Nel decreto "Sblocca Italia" ci saranno norme per il risanamento ambientale di Bagnoli» ha poi detto ai giornalisti il presidente del Consiglio durante la firma degli atti dell'accordo quadro per il rilancio della Città della Scienza. «Con Bagnoli Napoli può voltare pagina - ha aggiunto - con buona pace di chi protesta fuori, le cose non possono rimanere così». Il suo tour napoletano era iniziato un po' a sorpresa nella zona est della città, nell'ex quartiere industriale di Ponticelli dove aveva visitato una fabbrica di elicotteri leggeri, la K4A. Con lui il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, dell'Ambiente Gian Luca Galletti e il sottosegretario Graziano Delrio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA