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PAVIA La sofferenza di Robin Williams n La morte suicida dell'attore Robin Williams, protagonista di film di successo come "L'attimo fuggente", mi ha profondamente colpito e portato ad una riflessione sul fine ultimo della vita. Perché un uomo colto, intelligente, vivace, pieno di fantasia ed immaginazione come il noto attore è giunto alla decisione di togliersi la vita? Cosa sottende a un gesto ove l'istinto di morte prevale sull'istinto di vita? Un suicidio impressiona sempre, perché ha la forza di parlare, contemporaneamente, sia al nostro inconscio sia alla nostra sfera cosciente. Ha la forza di confonderci perchè le domande che pone sono più delle domande cui risponde. Quando la stanchezza di vivere vince sulla gioia e la voglia di vivere ecco presentarsi lo spettro del gesto estremo. L'uomo anziano fatica ad accettare i limiti e quando la dissociazione tra corpo e mente si acuisce, la sofferenza diventa insopportabile ed il gesto di "staccare la spina" diventa una via d'uscita. Aldo Lazzari PAVIA Giravolta nelle casette sull'allea Matteotti nIntervengo solo ora sulla questione delle casette dell'allea perché ho atteso di leggere prima alcuni commenti che, puntualmente, sono arrivati. Devo dire che sono rimasto sorpreso dopo aver letto i commenti di due consiglieri di minoranza dai quali mi sembra traspaia una posizione leggermente in contrasto con quella che, da maggioranza che ha governato Pavia, abbiamo tenuto negli ultimi anni, almeno a partire dal luglio 2012, circa la questione casette. Allora l'intenzione della giunta resa pubblica sui giornali dal sindaco e dal sottoscritto, era quella di rimuovere, non demolire, le casette avendo preso atto del mancato raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti con quel progetto. Come assessore al commercio ero stato delegato dal sindaco di trovare una soluzione che portasse allo smantellamento delle costruzioni. Io ed il funzionario del settore commercio abbiamo perciò incontrato, più volte, i titolari delle tre attività commerciali e delle tre associazioni ancora presenti, proponendo loro di valutare il trasferimento delle loro attività in altre zone della città sigillando nel frattempo le porte di quelle rimaste vuote perché ci era stato riferito che erano diventati dimora di senza tetto. Ho respinto, d'accordo con la giunta, la richiesta di quanti, ancora negli ultimi mesi di amministrazione, avevano chiesto di bandire nuovamente l'assegnazione delle casette al canone di cinquanta euro al mese spiegando loro (non è stato semplice perché si trattava di commercianti che chiedevano spazi per lavorare) le ragioni per cui avevamo deciso di smantellare il tutto. Apprendere ora da alcune lettere l'impegno della ex maggioranza a trovare soluzioni che prevedano il mantenimento dello status quo mi amareggia, soprattutto per aver spento le speranze di chi chiedeva spazi pubblici per lavorare. Pietro Trivi ex assessore al Commercio SAN GENESIO Le armi costituzionali della minoranza nApprendo dalla stampa che il sindaco e un assessore lamentano un comportamento "insopportabile, maleducato, arrogante e meschino" dei consiglieri di opposizione. In qualità di orgoglioso consigliere di minoranza, tra l'altro particolarmente sgradito alla maggioranza, preciso che se per insopportabile si intende chi contesta la maggioranza per le altissime tasse imposte alle fasce deboli della popolazione, sono felice di essere insopportabile. O forse vogliono dire che un'addizionale Irpef dello 0,78 per mille per chi possiede redditi di 20 mila euro e un centesimo sia equa? Soprattutto, è giusto aver diminuito l'imposta dallo 0,80 allo 0,78 per chi ha redditi milionari a discapito della povera gente? Come diceva Don Milani, non c'è nulla di più ingiusto che trattare da eguali i diseguali. Se pretendere e ottenere che ad alcuni imprenditori non siano "abbuonati" oneri di urbanizzazione per almeno un centinaio di migliaia di euro vuol dire essere maleducati, ben venga la maleducazione. Per quanto riguarda l'arroganza e la meschinità, spiace per loro che la minoranza sia costituita da gente con la schiena dritta e dotata di senso civico. Leggono le carte, scoprono le irregolarità, e le denunciano senza remora o timore reverenziale. Le elezioni non sono una partita di calcio con vincitori e vinti. Il sindaco e la sua giunta, sicuramente premiati dal voto dell'elettore, non diventano i padroni da ossequiare. Come recita la nostra meravigliosa carta costituzionale, chi svolge la funzione pubblica lo deve fare con disciplina e onore. Troppo facile fregiarsi di titoli inesistenti, ostacolare l'esercizio della funzione pubblica di altri soggetti, favorire alcuni a discapito di altri e accusare l'opposizione di meschinità e malvagità. Flavia Fulvio consigliere comunale