Delitto del professore, indagini a Pavia

di Adriano Agatti wINVERNO Dopo l'uccisione del professore milanese e l'arresto dei due giovani piacentini è stata riaperta l'inchiesta su altri due omicidi avvenuti, negli ultimi anni, a Orio Litta (in provincia di Lodi ma a pochi chilometri dalla nostra provincia) e a Monteleone. Il brutale omicidio del compagno di classe di Silvio Berlusconi al liceo dei salesiani di Milano potrebbe quindi avere un seguito pavese. Due delitti che presentano le stessa caratteristiche. Le vittime, entrambe non sono state identificate sono state orribilmente mutilato come è successo sul corpo di Adriano Manesco, l'ex docente universitario milanese che aveva 77 anni. Il cadavere era stato trovato in tre valigette abbandonate nei cassonetti dell'immondizia di via Gandini a Lodi. La squadra mobile di Milano e i colleghi di Piacenza hanno arrestato Paolo Grassi, 31 anni di Piacenza e Gianluca Civardi 30 anni di Fiorenzuola d'Arda. Le indagini sono proseguite e i poliziotti piacentini hanno spulciato delitti simili messi a segno negli ultimi anni sia in provincia di Piacenza che nelle zone vicine. E hanno scoperto due casi irrisolti con cadaveri orrendamente mutilati come quello del professor Adriano Maresco. La mutilazione sembra comunque l'unico elemento che potrebbe unire il delitto di Milano con gli altri. Probabilmente già nei prossimi giorni saranno chiesti gli atti delle indagini sia dell'omicidio di Orio Litta che di quello di Inverno. Gli investigatori piacentini dovranno confrontare alcuni elementi per stabilire che eventualmente i due arrestati potrebbero essere responsabili anche di questi due terribili delitti. La pista non sembra molto percorribile perchè l'omicidio del docente milanese sembra di matrice decisamente diversa rispetto a quelli del Pavese e del Lodigiano. Prima di tutto sembra che dietro il delitto di Adriano Manesco ci fossero precisi motivi di carattere economico. Lo stesso particolare non si può dire per gli altri omicidi finiti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. In entrambi i casi le vittime erano persone senza fissa dimora e nemmeno le impronte digitali erano state in grado di dare un nome ai cadaveri mutilati. Un'indagine, quelle che potrebbe essere aperta, dagli aspetti puramente conoscitivi senza una pista precisa. Ma gli investigatori della polizia vogliono vederci chiaro sui due arrestati dopo l'orrendo delitto di Milano.