Renzi: «Articolo 18, polemica agostana»

ROMA Doppia schiaffo di Matteo Renzi ad Angelino Alfano su articolo 18 e «vu cumprà». Il premier, tornato a palazzo Chigi per lavorare con i suoi ministri sui conti e alla vigilia di una giornata frenetica che lo porterà in mattinata sui cantieri dell'Expo e poi a Napoli, Bagnoli, Reggio Calabria e Sicilia, liquida in un'intervista a «Millenium» la richiesta di abolire l'articolo 18 di Ncd come «dibattito agostano». «Oggi l'articolo 18 è assolutamente solo un simbolo, un totem ideologico, proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno: serve solo ad alimentare il dibattito agostano tra gli addetti ai lavori». «Il ddl Poletti prima non c'era e oggi c'è, inoltre c'é un ddl delega che si sta discutendo in Parlamento. È giusto riscrivere lo statuto dei lavoratori? Sì, lo riscriviamo, non parliamo però solo dell'articolo 18 che riguarda una discussione tra destra e sinistra, parliamo di dare lavoro alle nuove generazioni», aggiunge Renzi. Prima dell'incontro con Napolitano su economia e Europa, Renzi smentisce ancora che ci sarà una nuova manovra. «Noi l'abbiamo già fatta la manovra per abbassare le tasse», dice. Quanto agli avvertimenti di Draghi, Renzi dice di condividere tutto «dalla a alla z », perchè il governatore della Bce, parlando di cessione di sovranità degli Stati se non fanno le riforme non parlava dell'Italia ma «genericamente». «Le riforme di cui ho parlato le ho tutte presentate ma le riforme non sono come una bacchetta magica che immediatamente produce effetti», avverte. Il premier ammette che il Paese «è in una condizione di difficoltà», per questo serve una strategia di medio periodo per superarla. In ogni caso, come dimostra Alitalia in passato, «bisogna avere il coraggio di far fallire alcune aziende che sono dei carrozzoni ma bisogna anche far pagare i manager che hanno buttati via i soldi invece di dargli il premio di produzione». Infine Renzi conferma che il bonus di 80 euro sarà lasciato a chi ce l'ha già ma ammette di non sapere se sarà possibile estenderlo. Il premier aggiunge che con Cottarelli «è tutto rientrato ma mi lascia perplesso che per fare le riforme ci si debba affidare ad un demiurgo». Sollecitato sull'eventualità di un soccorso di Forza Italia anche sui conti, Renzi ribadisce che il patto del Nazareno è solo sulle riforme istituzionali e legge elettorale. E sull'Italicum afferma che dipendesse da lui si tornerebbe alle preferenze ma che su questo punto nel Pd «è isolato».(m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA