Senza Titolo
(segue dalla prima pagina) Nel merito del provvedimento, riconosciamo diversi intenti, temi e proposte attese da tempo quali la maggiore trasparenza e la semplificazione delle norme per evitare l'intrusione di finte esperienze e di zone grigie facilitando la vita a chi veramente anima questo mondo; il reale investimento nell'impresa sociale; l'intento di ampliamento del Servizio Civile, con l'estensione ai giovani stranieri e altri strumenti attraverso i quali promuovere più welfare. Per il Terzo Settore essere senza scopo di lucro è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per cui occorre rintracciare e delimitare i confini entro i quali si è sviluppata questa esperienza e, in questa cornice, recuperare una pluralità di soggetti estremamente differente per entità, forma, organizzazione, finalità, specificità: dal piccolo gruppo o comitato senza neanche uno statuto alle grandi reti della cooperazione sociale, del volontariato, alle grandi associazioni di promozione sociale o agli enti di Patronato: una ricchezza di milioni di cittadini attivi che è limitativo ricondurre, come talvolta si rischia di fare, al solo welfare. Comune denominatore e filo rosso di queste esperienze è la partecipazione, il libero associarsi per uno scopo sociale e l'essere "insieme per" ne detta il valore comune di fondo che permette di immaginare e interpretare la società. Il passo avanti di questa riforma è l'uscita dallo schema Stato-mercato a favore di una visione integrata di Stato, mercato e terzo settore e in questo senso il Terzo Settore si candida, insieme ad altri soggetti, ad esprimere capacità di rappresentanza e dialogo sociale affinché le politiche pubbliche e le scelte strategiche, non solo nel campo delle politiche sociali, non siano calate dall'alto, ma vedano i cittadini e le comunità sempre più partecipi. Per questo è importante che questo provvedimento rappresenti un primo passo verso una crescita e una stabilizzazione dei fondi sociali (a cominciare dal varo di una misura universale e re-inclusiva contro la povertà assoluta) e verso altri interventi che garantiscano su tutto il territorio nazionale livelli essenziali delle prestazioni sociali e sanitarie, a partire da un aggiornamento delle legge 328/2000 sulle politiche sociali. Ricordiamo che il terzo settore, oltre a essere volano di nuova economia, può rappresentare un soggetto in grado di favorire una lotta per l'emersione e la qualificazione del lavoro nero o grigio e la sua re-inclusione, sostenibilità e organizzazione economica in molti campi, a cominciare dalle centinaia di migliaia di colf-assistenti familiari. Inoltre vi sono esperienze come lo sport dilettantistico, ma non solo, che rappresentano ambiti nuovi per l'imprenditorialità e il lavoro giovanile, ma che richiedono interventi che portino migliaia di collaboratori, non siano già soggetti ad altra forma previdenziale obbligatoria, a forme minime di contribuzione previdenziale e di tutela. Contemporaneamente va scoraggiato e combattuto ogni comportamento della Pubblica Amministrazione che, volente o meno, con richieste o appalti al massimo ribasso, ritardi dei pagamenti e clientelismi, finisce troppo spesso per favorire di fatto chi cerca di entrare in questo mondo con logiche speculative e opportunistiche. Questo Ddl rappresenta un terreno molto importante dal quale partire, un'occasione che non va sprecata per definire e rendere sempre più forte un ruolo autorevole e di qualità di un settore orientato, soprattutto in questi tempi, a promuovere una società più giusta riducendo le pesanti diseguaglianze, la solitudine, e intercettando il bisogno di speranza delle persone. Se è da tempo chiaro che la Legge di Stabilità 2015 sarebbe stata argomento delicato per temi quali la povertà, la non autosufficienza e le politiche sociale; da adesso occorrerà tenere alta la attenzione anche sui temi del Servizio civile, del 5 per mille e della fiscalità del Terzo settore affinché, durante il percorso parlamentare, il testo possa essere ulteriormente migliorato. Per questo chiediamo anche ai nostri parlamentari locali il contributo in termini di collaborazione e supporto al perfezionamento del Decreto. Riccardo Rovati presidente provinciale Acli