Alfieri Maserati, un genio delle auto nato a Voghera

Nell'anno del centenario della fondazione, la Maserati ha voluto omaggiare il proprio fondatore con un modello a lui dedicato. Dunque, così come la Ferrari, rivale di sempre della Casa del Tridente, ha omaggiato il proprio patron con una vettura a lui dedicata, la Enzo, nel 2002, così la Maserati ha voluto fare quest'anno presentando al Salone di Ginevra la concept car Alfieri. In un'occasione tanto importante, dunque, un riconoscimento straordinario per un personaggio mitico col quale la storia, complice la scomparsa a soli 45 anni, non è certo stata generosa. A tutto ciò, però, hanno fatto seguito ulteriori sviluppi, in quanto nelle passate settimane i vertici della Casa hanno confermato che l'Alfieri sarà ufficialmente prodotta a partire dal 2015. A Voghera la figura di Alfieri è stata celebrata con l'intitolazione di un'istituo tecnico, l'Itis Alfieri Maserati, che lo scorso mese di giugno, in occasione del raduno organizzato dal Maserati Club Italia a celebrazione del centenario della Casa, ha ospitato oltre 70 splendide vetture Maserati. VOGHERA In tempi difficili come quelli attuali, ricordarsi delle eccellenze che hanno reso e continuano a rendere grande il nostro sempre più martoriato Paese è diventata una necessità. L'industria automobilistica italiana è senza ombra di dubbio la più celebrata ed apprezzata al mondo, capace nel corso dei decenni di esportare in ogni angolo del globo l'ingegno, l'abilità e la passione degli uomini che hanno contribuito a crearla e a renderla grande. Ebbene, paradossalmente in pochi sanno che la storia di uno di questi parte dall'Oltrepo, precisamente da Voghera. Alfieri Maserati, quartogenito di sette fratelli, nasce qui il 23 settembre 1887: il padre Rodolfo, ferroviere, è stato da poco trasferito in questa città, all'epoca centro ferroviario tra i più importanti del Nord Italia, e dalla moglie Carolina Losi ha già avuto tre figli (Carlo nel 1881, Bindo nel 1883 e Alfieri I nel 1885, morto improvvisamente dopo pochi mesi di vita) e dopo Alfieri ne arriveranno altri tre (Mario nel 1890, Ettore nel 1894 ed Ernesto nel 1898). Fatta eccezione per Mario che, unico rimasto a lungo a Voghera, trova nelle arti figurative il proprio campo d'espressione, i restanti cinque fratelli mostrano fin da giovanissimi una forte attrazione per la nuova scienza meccanica che si configura con l'evoluzione del motore a scoppio. Ad avvicinarsi per primo a quella che al'epoca è una vera e propria corrente rivoluzionaria è il primogenito Carlo. Dal fratello, Alfieri apprende i primi rudimenti della meccanica, che applica assemblando biciclette motorizzate in un'officina privata nella natia Voghera. L'Oltrepo, però, non offre grandi opportunità di crescita in questo settore e nel 1903 Alfieri lascia Voghera per trasferirsi a Milano presso l'Isotta Fraschini. Qui il giovane vogherese ha ben presto la possibilità di emergere come tecnico e come pilota. Nel 1914, dopo una breve esperienza all'estero, viene trasferito assieme al fratello Ettore a Bologna per supervisionare l'apertura di un'officina assistenza; qui però, ormai consapevole delle sue potenzialità, interrompe il suo rapporto con la Casa milanese e si mette in proprio: il 21 dicembre dello stesso anno saluta, dunque, la nascita della "Società Anonima Officine Alfieri Maserati" il cui simbolo, un Tridente, è opera del fratello Mario. Affiancato dai fratelli Ettore ed Ernesto, ma orfano del suo mentore Carlo, Alfieri inizia la sua attività come preparatore di vetture Isotta Fraschini e Diatto. Solo tra il 1925 e il 1926 realizza la prima Maserati vera e propria, denominata Tipo 26; quest'auto si rivelerà subito un'automobile eccezionale, divenendo ben presto la più vittoriosa della sua epoca. Il 1929 è l'anno della creazione del secondo modello Maserati, la V4: l'auto si dimostra ultra competitiva e le numerose affermazioni nel mondo delle corse gli valgono la nomina a cavaliere da parte di Benito Mussolini. Successivamente Alfieri dà alla luce altri modelli vincenti (la 26M. Seguiranno poi nel 1931 le vincenti 8C 2500 e la 4CTR). Lasua avventura, purtroppo, finisce improvvisamente il 3 marzo 1932: i traumi subiti in un incidente d'auto anni prima causano un aggravamento delle sue condizioni e non gli lasciano scampo. I fratelli sopravvissuti però continueranno a lavorare per le aziende fondate dal fratello fino al 1937, anno in cui il marchio viene venduto alla famiglia Orsi. Alberto Antoniazzi