Tortona, via l'amianto dalla scuola materna

TORTONA Via l'amianto dalla scuola materna Regina Margherita in via Bidone. La decisione è stata presa dalla giunta comunale affidando i lavori, per una spesa di 20 mila euro, ad una ditta di Piovera. Si tratta di un intervento che fa seguito alla decisione del sindaco Gianluca Bardone di continuare a far funzionare la scuola nell'edificio che ospita il monumento ai caduti e che invece, la precedete amministrazione comunale aveva già deciso di spostare all'edificio «Scolastico» in corso Romita. I genitori avevano protestato ma l'ex sindaco Massimo Berutti non aveva cambiato idea. Appena eletto, però, Bardone ha promesso ai genitori di mantenere la scuola nell'edificio. Naturalmente dopo aver provveduto ad effettuare i lavori di ristrutturazione, fra cui, appunto la rimozione dell'amianto presente. Con une delibera comunale, quindi, si è provveduto ad assegnare i lavori di rimozione dell'amianto alla ditta di Piovera che inizierà proprio in questi giorni. L'intervento dovrebbe concludersi prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. La ditta provvederà, a sua cura e spesa e senza oneri per il Comune di Tortona, anche alla rimozione urgente e allo smaltimento di un tratto di tubazione in amianto nell'edificio scolastico di corso Romita. I lavori della rimozione dell'amianto nella scuola vengono effettuati anche grazie ad un finanziamento regionale di 24 mila euro. Il Comune per effettuare i lavori aveva avviato un'indagine di mercato e la ditta di Piovera era risultata quella che aveva presentato il preventivo più basso (22 mila euro successivamente ribassato a 20) rispetto ad un'azienda di Borgomanero che invece aveva chiesto 33.250 euro per effettuare gli stessi lavori. L'edificio che ospita la scuola materna Regina Margherita si trova nel centro storico cittadino, a pochi passi dalla via Emilia. L'ex sindaco Massimo Berutti avrebbe voluto trasformarlo in sede per i vigili urbani, ma la nuova destinazione della scuola in corso Romita non soddisfaceva le esigenze dei genitori perché gli spazi erano più angusti e non c'era un grande salone come quello che si trova in via Bidone. Angelo Bottiroli