Stazione e giardini, Voghera s'arrende
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Quando la costruirono, nel 1858, alla vigilia della Seconda guerra d'Indipendenza, e la dotarono di un piazzale con giardini, nessuno immaginava che un secolo e mezzo più tardi, quella stazione e quei vialetti nel verde sarebbero diventati un serio problema di ordine pubblico, forse il più serio di Voghera. La rapina notturna ai due ragazzi milanesi di 20 e 23 anni, uno dei quali è stato ferito alla testa con una bottiglia quasi certamente da nordafricani (le indagini si concentrano in quella direzione anche con l'aiuto della videosorveglianza), è solo l'ultimo episodio, sicuramente eclatante nella sua gravità, di una lunga serie. Scippi, furti, spaccio di stupefacenti, molestie, passeggeri importunati da questuanti. E' un'emergenza con la quale si fanno i conti da tempo, senza riuscire mai a individuare una soluzione definitiva. «Voghera è uno scalo ferroviario strategico – sottolinea il vicequestore Mauro Zampiero, capo del commissariato di polizia – ogni giorno dalla stazione transitano migliaia di persone, quasi un porto di mare dove accadono tante cose e tenere tutto sotto controllo è oggettivamente impossibile». Poi bisogna fare i conti con le risorse e le forze limitate a disposizione. Il presidio della Polfer in genere chiude dopo le otto di sera e di notte non è consigliabile aggirarsi da queste parti, specie per donne e ragazzi più o meno sprovveduti. La stessa polizia ferroviaria e i vigili urbani hanno unito le forze per sgomberare gli elementi più indesiderabili, il pattuglione verrà ripetuto anche la prossima settimana. Ma per quanti risultati producano, questi controlli straordinari non possono bastare di per sè a stroncare il rischio criminalità. Diversa la questione delle competenze. A chi tocca sorvegliare piazzale Marconi? Teoricamente, la Polfer non ha giuridisizione al di là della stazione vera e propria; polizia e carabinieri intervengono di fronte a fatti di ordine pubblico (come, appunto, rapine, furti e così via) mentre la tutela del decoro spetterebbe alla polizia locale. «I vigili urbani fanno la loro parte – chiarisce l'assessore comunale alla sicurezza Giuseppe Carbone – con i soldi del piano di sicurezza regionale nei fine settimana le ronde proseguono fino alle tre del mattino». Certo in municipio non nascondono che per servizi capillari servirebbero almeno il triplo di pattuglie e quindi il triplo di organici. Perchè tra i fronti caldi non ci sono soltanto stazione e i giardini. C'è la solita piazza San Bovo, dove il Comune ha fatto recintare il parco con i giochi per bambini proprio per tutelare la sicurezza di mamme, bimbi e nonne, e rendere inaccessibile almeno parte della zona nelle ore notturne. Quindi piazza Meardi, dove l'attività di spaccio si è ridotta negli ultimi anni ma qualche grattacapo ancora lo procura. Infine le strade di periferia meno frequentate, e che proprio per questo attirano chi spaccia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA