Un esercito di centomila volontari
di Annalisa D'Aprile wROMA Più "flessibile", della durata variabile di 6-12 mesi, con possibilità di svolgerlo anche in uno dei Paesi dell'Unione europea, 100mila ragazzi da coinvolgere in tre anni e 200-250 milioni di euro per realizzarlo. Si tratta del nuovo Servizio civile universale, contenuto nel disegno di legge di riforma del Terzo settore, e in attesa del via libera del Parlamento che, si spera, arrivi entro la fine anno. L'ultimo intervento in materia lo ha fatto pochi giorni fa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ricalcando nella presentazione del testo definitivo del ddl quanto illustrato già mesi fa dal premier Matteo Renzi, grande sostenitore del servizio civile. L'obiettivo infatti, è farlo diventare una sorta di iter formativo per introdurre più facilmente i giovani (soprattutto quei "neet" dei rapporti Istat) nel mondo del lavoro. L'unica novità del ddl, rispetto a quello anticipato dal presidente del Consiglio, riguarda la partecipazione dei ragazzi stranieri al servizio civile. Su questo punto la questione è stata rinviata all'autunno e rimessa alla decisione della corte di Cassazione. «Il ddl né prevede né esclude questa possibilità - ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba - ma c'è un elemento di contraddizione tra l'articolo 52 della Costituzione (la difesa della patria, ndr) e un percorso giudiziario che vedrà la Cassazione pronunciarsi a settembre. A bocce ferme gli stranieri non possono svolgerlo». Come sarà. Secondo il testo del ddl (che ora è passato al vaglio del Parlamento) il nuovo servizio civile universale partirà - tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 - con un contingente di 35mila ragazzi. Per poi raggiungere, entro l'inizio del 2017, il numero di centomila. La durata. È stato definito più "flessibile" perché i volontari, tra i 18 ed i 28 anni, avranno la possibilità di scegliere, a seconda del progetto, se prestare un servizio di 6 o di 12 mesi (mentre prima era obbligatorio un anno). Inoltre, potranno scegliere se svolgere fino a due mesi in uno dei Paesi dell'Unione europea. Il servizio civile fa curriculum. Il testo del ddl prevede che venga istituito un sistema di certificazione delle competenze per il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti, in modo da poterli spendere nel proprio percorso professionale. I progetti. A reclutare i volontari del servizio civile, nato nel 2001 sulla scia dell'obiezione di coscienza, sono i progetti che spaziano dall'area ambientale a quella sociale fino a quella della tutela dei beni culturali. Ma la scelta dei ragazzi si orienta soprattutto per il terzo settore. I numeri. Gli enti accreditati ad oggi sono 3.279, mentre i ragazzi in servizio sono oltre 15mila. Dal 2001 al 2013 i volontari sono stati in tutto quasi 300mila. Già nel 2013, grazie anche ai bandi speciali per il terremoto, c'è stato un incremento del rapporto tra domanda e offerta con 6 domande presentate per ogni posto disponibile. Nel 2013, un terzo dei volontari aveva tra i 21 e 23 anni, un altro terzo tra i 24 e i 26, un altro terzo ancora tra i 27 e i 28, mentre il restante 9% è stato coperto dalla fascia 18-20. Quasi il 60% di questi giovani avevano il diploma di maturità, mentre ad esibire una laurea sono stati il 19,53% e una laurea breve il 13,73%. Solo il 7,25% aveva la licenza media. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, il primato dei volontari spetta all'Emilia Romagna (46,21% del totale) - per progetti legati alla ricostruzione post terremoto - mentre al secondo posto si colloca la Sardegna con il 12,05%. Interessante il dato sulla destinazione: ben l'89,84% dei giovani, praticamente 9 su 10, ha deciso di prestare il suo servizio in progetti di assistenza. Seguono a distanza l'area dell'educazione e promozione culturale (6,03%) e quella del patrimonio artistico e culturale (4,13%). Uno su tre trova lavoro. Il dato più sorprendente che viene fuori, soprattutto in questo periodo di crisi, lo riporta il presidente di Federsolidarietà Confcooperative, Giuseppe Guerini: «Un giovane su tre ha trovato poi lavoro a tempo indeterminato» nel terzo settore. «Negli ultimi 12 anni abbiamo visto arrivare 11.843 ragazzi - ha spiegato Guerini -. In particolare dal 2011 al 2012 l'occupazione nel terzo settore è più che raddoppiata e il tasso più elevato è rappresentato dalla cooperazione sociale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA