Ogliaro ritorna a Voghera e punge i vertici di Lungavilla
VOGHERA Dopo otto anni «Oglio» torna a vestire la maglia di Voghera con cui fu capitano, sfiorò la B1 e si tolse molte soddisfazioni. Allora erano gli anni della Maxerre Voghera del presidente Ruggeri, ora la società è guidata da un gruppo di appassionati e la squadra è in C regionale. «Dopo Casale, Voghera è la mia famiglia sportiva. Le mie motivazioni sono altissime, ho passato gli anni d'oro della Maxerre da capitano, torno a Voghera al massimo». La calda estate del mercato del basket pavese ha spostato un quintetto e un coach da Voghera a Lungavilla (Celè insieme a Armana, Zandalasini, Piermattei, Fasani), mentre Ogliaro (25 anni a fine ottobre) ha fatto il viaggio inverso. Dopo tre stagioni in Dnc ad Alessandria la guardia aveva accettato il gennaio scorso di fare parte di Lungavilla che proprio contro Voghera perse i play off. Dopo la fusione con Cava Manara coach Celè ha scremato un gruppo di venti giocatori. Tra questi non figurava Ogliaro. «A gennaio era fermo da sei mesi: avrei voluto continuare a fare il professionista, ma non c'erano le basi e ho aperto un'attività a Voghera dove c'è la mia compagna. Mi sono rimesso in forma, ma non sono riuscito a esprimermi come avrei voluto. Pensavo di rimanere nei loro piani – racconta - Non mi è piaciuto il loro comportamento, mi sono sentito mancare di rispetto. Si poteva risolvere la situazione senza aspettare diversi giorni. L'allenatore ha fatto la sua squadra e poi mi ha chiamato: è una rottura che ci poteva stare, ma in altro modo». Per la guardia inizia una nuova avventura con la Nuova Olympia che coincide anche con una fase della carriera in cui, dopo essere stato giocatore istintivo e talentuoso (in A con Biella, A2 con Novara, Monza e Lumezzane B), è diventato uomo squadra. «Ora sono cambiato in determinate situazioni, sono meno istintivo. Ho arricchito il mio bagaglio di esperienza, cerco di rinunciare a qualche tiro per mettere in gioco un compagno». L'Olympia è una squadra talentuosa con Furlanetto, Padova, Ogliaro, Arioli, Muniutu e un potenziale offensivo da play off. Ma chi difende? «La forza sarà mettersi al servizio l'un l'altro. Possiamo arrivare in alto se ci sacrifichiamo». È immaginabile vedere Ogliaro, dopo una carriera da guardia, play di Voghera? «Il play l'ho fatto in Serie A con Novara, in caso potrei farlo». L'anno scorso in un campo caldo come il Balasletta di Vigevano fece 20 punti davanti a 500 persone. Quest'anno almeno due match non sono come gli altri. «Con Lungavilla mi piacerebbe giocare una bella partita». Marco Quaglini