Vidigulfo, il Tar sospende l'appalto per la farmacia

Sulla nuova farmacia comunale pende anche il ricorso presentato dal titolare della farmacia Pozzoli. In questo caso il Tar aveva respinto la domanda di sospensione. L'assessore all'urbanistica Ivano Magni aveva parlato di una vittoria dell'amministrazione Sfondrini. «Ci dispiace per i proprietari della farmacia di via Madonnina, ma il nostro compito – aveva sottolineato Magni – è quello di tutelare l'interesse di tutti i cittadini e non solo di una parte». Il Tar, nella motivazione, aveva chiarito che «non si ravvisa un pregiudizio grave e irreparabile che consenta di concedere la sospensione». Costerà 350mila euro la nuova sede farmaceutica che sorgerà in via Aldo Moro, vicino al centro polifunzionale che ospita il nuovo polo sanitario. VIDIGULFO Il concorrente escluso dal bando di assegnazione della farmacia comunale presenta ricorso al Tar che ne accoglie la richiesta di sospensiva. Il giudice amministrativo intende infatti fare chiarezza sul conteggio matematico eseguito per determinare il punteggio dell'offerta economica, contestato dal ricorrente. Ma questa «è solo una delle tante anomalie che riguardano la gara d'appalto», sostiene il capogruppo di minoranza Fabio Chiocchetti che avanza l'ipotesi di turbativa d'asta su cui indagherà la Procura a cui i consiglieri intendono rivolgersi «per fare chiarezza». «Siamo in uno stato di diritto e chiunque ha la possibilità e il dovere di far valere le proprie ragioni», replica il sindaco Pietro Sfondrini. Poche parole di commento, dopo che la stessa amministrazione aveva vinto una prima battaglia, sempre davanti al Tar, contro la farmacia privata che aveva a sua volta presentato ricorso. Questa volta, ad incassare un punto a favore, è stato Cesare Vaiani, che dirige una farmacia a Peschiera Borromeo. «Ottenere la concessione a Vidigulfo sarebbe stata un'ottima opportunità – spiega il farmacista pavese -. Vedremo come si esprimerà il Tar a cui mi ero rivolto, convinto delle mie ragioni». «La corretta applicazione della formula – precisa Chiocchetti – gli avrebbe consentito di vincere,si tratta di un semplice quoziente, calcolo da scuola primaria, ed è curioso che nessuno della commissione si sia accorto dell'errore. Sarà la Procura a stabilire se vi sia stato dolo o meno, volto a modificare l'esito della gara». «Un'assegnazione fatta con troppa fretta su cui ci sono molte ombre», sostiene la minoranza, perplessa sul fatto che la società vincitrice, la Caduceo Scral si sarebbe costituita il 22 aprile e «non esisteva al momento dell'uscita del bando (4 aprile)». Poi i consiglieri mostrano l'iscrizione al Registro delle Imprese, datata 5 maggio, «proprio il giorno in cui veniva fissato il termine per l'iscrizione delle buste, ma sarebbe da appurare l'ora per verificare se era legittimata a partecipare alla gara», dice Chiocchetti che si chiede: «Come ha fatto un'impresa iscritta all'ultimo minuto, fornire le garanzie fideiussorie richieste?». Altro dubbio dell'opposizione: «All'apertura delle buste era presente solo Vaiani, la sua offerta era chiusa con la ceralacca, a differenza di quella della Caduceo, aperta qualche giorno dopo, e non si è ritenuto di far controfirmare le buste al concorrente presente. Il fatto non è irrilevante, dato che Caduceo ha proposto un'offerta in aumento di soli 100 euro, vincendo la gara grazie al punteggio raggiunto con l'offerta tecnica, mentre Vaiani la perde offrendo un rialzo di 151mila euro». E per concludere: «Dei tre soci della Caduceo Scral, uno è socio anche di un' impresa che da anni ottiene appalti dal Comune di Vidigulfo». Stefania Prato