I gemellini sono nati No del giudice al ricorso dei genitori biologici
di Tecla Biancolatte wROMA I gemelli contesi sono già nati e restano alla coppia che li ha partoriti. La decisione del giudice Silvia Albano è arrivata alle 18,30 di ieri. Albano ha bocciato il ricorso dei genitori biologici ribadendo l'importanza della mamma gestante e il ruolo del padre che li ha registrati all'anagrafe. Il parto dei due bambini, un maschio e una femmina concepiti lo scorso 4 dicembre al Pertini di Roma dopo lo scambio di embrioni, è avvenuto domenica scorsa all'Aquila, all'ospedale San Salvatore. Nove giorni in anticipo rispetto alla data prevista e soprattutto cinque giorni prima dell'udienza con cui il giudice è stato chiamato a decidere sul ricorso urgente con cui i genitori genetici chiedevano di bloccare l'iscrizione dei piccoli all'anagrafe e la loro restituzione. Troppo tardi. Ora i neonati sono fra le braccia della madre che li ha portati in grembo per nove mesi e hanno il cognome del marito. La notizia l'ha data per prima la Stampa, che ha riferito le parole della coppia subito dopo il parto: «Siamo contenti. Molto contenti: i nostri figli sono nati, stanno bene e li abbiamo già registrati all'anagrafe. Nessuno potrà più toglierceli». L'udienza si è svolta ieri mattina davanti alla prima sezione civile del tribunale di Roma, alla presenza dei legali delle due coppie che non erano presenti in aula. Poche ore dopo sono arrivate le motivazioni del giudice, tutte a favore della coppia gestante. Nel provvedimento di sedici pagine, nero su bianco, viene detto che il che il caso non è «suscettibile di ricorso alla corte costituzionale». Ora c'è una coppia molto felice a scapito di un'altra. In questo assurdo scambio di provette, i quattro coniugi non hanno dubitato nemmeno per un istante di essere i legittimi genitori dei due bambini. Se mamma e papà biologici si sono sempre sentiti sicuri di essere «veri genitori, perché i geni sono i nostri e i bambini assomiglieranno in tutto e per tutto a noi», la coppia che ha vissuto l'esperienza della gravidanza ha sempre sostenuto il legame del cordone ombelicale. Intanto mamma e neonati sono stati dimessi dall'ospedale abruzzese. Il parto è andato bene, non ci sono state complicanze sebbene si sia trattato di un cesareo d'urgenza. Quando domenica notte la donna si è presentata al San Salvatore in travaglio, il personale medico non aveva idea di chi fosse. «Solo dopo l'intervento - racconta il primario Gaspare Carta - il padre è venuto da noi per ringraziarci e ci ha spiegato tutto. Ci interessa che stiano bene la mamma e i bambini, gli aspetti etici e giuridici non ci riguardano affatto. I genitori sono felici e contenti per larrivo dei gemelli. La mamma era radiosa». La famiglia ora cerca serenità lontano dal tam tam mediatico che si è scatenato dalla notizia dello scambio degli embrioni. Giuristi, psicologici, genetisti si sono confrontati e scontrati sulla domanda che da mesi divide l'opinione pubblica: di chi sono quei bambini? Domanda a cui già due giorni fa aveva risposto la procura di Roma che, anticipando la posizione del giudice Albani, aveva ritenuto «inammissibile» il ricorso dei genitori genetici, ribadendo che i figli sono di chi li partorisce. Adesso resta aperta la questione risarcimento. La coppia da cui sono nati i piccoli «indubbiamente ne farà richiesta - conferma l'avvocato Michele Ambrosini - anche se sarà molto problematico stabilire le varie voci che lo comporranno oltre al danno esistenziale». Vitaliano De Salazar, direttore dell'Asl Rm-B, presente all'udienza in tribunale, a chi gli chiedeva se l'ospedale romano sia pronto ad un risarcimento milionario ha risposto che «le aziende sanitarie sono assicurate per questo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA