Berlusconi carica i suoi «Tornati protagonisti»

ROMA Silvio Berlusconi prova a intestarsi la riforma del Senato e avverte i suoi: siamo tornatiprotagonisti. L'ex Cavaliere spedisce alla vigilia del voto di palazzo Madama una lettera a senatori e deputati forzisti e mette il cappello su una riforma voluta certo da Matteo Renzi ma che non sarebbe mai passata senza il soccorso di Forza Italia. Ci pensa Paolo Romani, il capogruppo azzurro dei senatori a sottolineare nel suo discorso in aula che dietro il primo voto sulla fine del bicameralismo c'è la firma di Berlusconi. E la stessa musica suonano Giovanni Toti e Mari stella Gelmini. «Senza Fi le riforme non si fanno, Renzi al Senato si ferma a 140, mentre la maggioranza è lontana, l'Italia cambia verso solo con Forza Italia», dice Toti, consigliere politico dell'ex Cavaliere. «Il voto è un monito per Renzi, senza i voti di Forza Italia le riforme sono impossibili», rincara Gelmini. Tocca però all'ex premier dare la linea al partito. «Dopo mesi tormentati Forza Italia è tornata protagonista, il nostro movimento è l'unica opposizione a un governo che si è dimostrato sin qui incapace di tagliare le spese, di ridurre le tasse, di realizare vere riforme strutturali sul piano economico», scrive Berlusconi sottolineando che gli ultimi dati sul Pl sono i peggiori in 14 anni e confermano che l'Italia è in una grave recessione. Un risultato frutto, per il leader forzista, di tre governi consecutivi non eletti dai cittadini e «totalmente privi di una strategia per uscire dalla crisi». Dunque se sul piano delle riforme il Cavaliere conferma la collaborazione con Renzi, sul piano dell'economia sembra sposare la linea dura di Renato Brunetta. Alla ripresa, quando è il pensiero del leader del centrodestra, il governo dovrà mettere mano ai dossier economici non potrà contare sul soccorso azzurro. «Per quanto mi riguarda sono e sarò ancora vicino a voi per combattere e difendere la nostra libertà, spero di poterlo fare a 360 gradi con il recupero entro pochi mesi della piena agibilità politica ed elettorale, sottrattami con la sentenza del 1 agosto 2013», auspica ora che è stato assolto per il caso Ruby e che comincia a vedere la luce anche sull'affidamento ai servizi sociali. «Al rientro ci concentreremo insieme su quella missione che ancora di più oggi, dopo il martirio cui sono stato sottoposto in questi ultimi vent'anni, sono sicuro sia davvero la missione più nobile e più alta: la difesa della libertà», conclude. Intanto al rientro anche Fi dovrà fare la spendig review: le casse del partito sono a secco e il Cavaliere e il nuovo tesoriere, Maria Rosa Rossi stanno pensando di lasciare il lussuoso palazzo di piazza San Lorenzo in Lucina per palazzo Grazioli. (m.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA