Cantina sociale di Broni in pressing su La Versa
SANTA MARIA DELLA VERSA La Cantina sociale di Broni lancia l'ultimatum a La Versa. Dopo le dichiarazioni di Dario Tommasi, re di e Prosecco e Valpolicella, su un possibile interessamento nel salvataggio della cantina di Santa Maria della Versa, il presidente di Terre d'Oltrepo, Antonio Mangiarotti, ha voluto incontrare il suo omologo di La Versa, Alberto Dino Scarabelli, per conoscerne le intenzioni. A Broni non è andato giù il risultato dell'assemblea ordinaria dei soci di La Versa di domenica scorsa, convocata per votare il piano presentato da Terre d'Oltrepo: al termine di un incontro teso, infatti, alcuni soci e membri del cda hanno deciso di rinviare la votazione di due settimane, per valutare l'eventuale altra proposta di Tommasi. «Noi siamo sempre in campo – ha ribadito Mangiarotti durante l'incontro con La Versa - però non sappiamo fino a quando. Tutto ha un limite, anche la nostra pazienza». Mangiarotti è preoccupato soprattutto per i tempi molto stretti, visto che alcuni consiglieri sono in vacanza e la vendemmia è alle porte: «È necessario dare subito delle risposte sia ai nostri soci che a quelli di La Versa - continua il presidente -. Stamattina (ieri per chi legge ndr) ho fatto presente a Scarabelli che non si può tergiversare: ci dicano se la nostra proposta è valida oppure no». Nei progetti futuri della cantina di Broni-Casteggio c'è una grande realtà vitivinicola da 1600 soci (900 Terre d'Oltrepo e 700 La Versa) che miri allo sviluppo del territorio e degli agricoltori: «Il nostro pensiero deve andare a loro, per una questione di correttezza. Serve un certo reddito per tenerli legati al territorio, perché oggi boccheggiano. Se non ci fossero loro le nostre cooperative non esisterebbero». Ma la strada della fusione tra le due realtà potrebbe essere ostacolata dal colosso Tommasi Viticoltori. «Su Tommasi non voglio dire nulla. È un imprenditore affermato ed è già da tempo in Oltrepo e lo conosce bene. Bisogna continuare ad insistere sul nostro territorio, altrimenti siamo messi male» conclude Mangiarotti. Dal canto suo, La Versa ribadisce la volontà di arrivare al più presto ad una decisione: «Avrei preferito che si decidesse in un modo o nell'altro durante l'ultima assemblea – afferma il presidente Scarabelli – invece questo rinvio ci lascia nel limbo ancora due settimane. Probabilmente i soci hanno preferito conoscere un'alternativa prima di decidere». Ma la decisione non sarà facile, visto che domenica alcuni soci si sono pronunciati pubblicamente contro Broni e molti hanno abbandonato l'assemblea ancor prima della votazione: «Se andiamo con "Terre d'Oltrepo" è finita. Per questo, se dobbiamo morire, almeno cerchiamo farlo in piedi» la posizione, a margine dell'assemblea, del fronte anti-Broni. Oliviero Maggi