Riforme, rush finale Renzi: ora l'Italicum

ROMA Riforme, il Senato marcia a pieno ritmo. La maggioranza fa gli scongiuri ma ora il voto potrebbe arrivare anche in anticipo rispetto al termine dell'8 agosto. Ieri dopo la pausa dedicata al voto di fiducia sul decreto della Pubblica amministrazione, si è andati avanti fino a tarda sera. Matteo Renzi vede vicino il traguardo e nella sua passeggiata pomeridiana ha commentato con soddisfazione i progressi di questi giorni. «E' solo l'inizio ma quanti avrebbero scommesso - si chiede - che gli stessi senatori avrebbero cambiato il Senato, o che si sarebbero ridotte le persone che fanno politica, e che le Regioni avrebbero avuto meno poteri ma più chiari»? Il premier considera storico questo primo obiettivo e ringrazia la «maggioranza costituzionale che sta dando un segnale bellissimo». E vedendo all'orizzonte il primo porto, il presidente del Consiglio vuole mettersi di persona al timone e magari intervenire al Senato nel giorno del via libera alla riforma. Il secondo tassello vorrebbe metterlo sulle correzioni alla legge elettorale, tornata da qualche settimana sotto i riflettori. Questa mattina dovrebbe finalmente esserci l'incontro con Silvio Berlusconi per discutere le modiche richieste da più parti e che potrebbero coinvolgere anche i partiti rimasti finora fuori dall'accordo. Quelle individuate finora sono la soglia per l'accesso al premio di maggioranza che salirebbe al 40 per cento e lo sbarramento per i partiti corretto al ribasso sia che corrano da soli o in coalizione. Il punto più delicato è invece quello delle preferenze. La mediazione messa in campo da Renzi prevede la posizione bloccata solo per i capilista, mentre gli altri candidati potranno essere scelti dagli elettori. Il faccia a faccia in agenda per oggi è stato preceduto ieri dall'incontro tra Renzi e Angelino Alfano che in più occasioni ha avvertito il pericolo di essere messo ai margini del patto del Nazareno. Preferenze, governabilità e soglie sono gli obiettivi dei centristi, con il leader del Nuovo Centrodestra che si è mostrato «ottimista di un accordo» che non sia limitato a Pd e Forza Italia perché «le regole del voto devono essere scritte con il concorso di tutti». Non è un caso che i centristi hanno fatto poi il punto sulle possibili modifiche che saranno discusse dai due leader. E nonostante le perplessità e le voci contrarie alla modifica del patto emerse all'interno di Forza Italia, con i dissidi che da mesi attraversano il partito di Berlusconi, Renzi alla vigilia dell'incontro si è mostrato fiducioso per una positiva conclusione. Al "tagliando" dell'Italicum guardano con particolare interesse i piccoli partiti come Sel che già in questi giorni ha fatto capire che l'alleanza con il Pd è condizionata dal risultato finale della legge. I rapporti a sinistra sono diventati molto tesi proprio a causa della riforma costituzionale. Il partito di Vendola continua a restare in trincea con gli altri partiti di opposizione. Se il Movimento 5 Stelle prosegue nel disertare i lavori dell'aula, eccetto qualche blitz, ieri è rientrata la Lega per vigilare sulla parte delle competenze legislative della nuova Camera delle autonomie: un obiettivo che il Carroccio ha sempre sfiorato e ora vede a portata di mano. Sinistra ecologia e Libertà continua la sua battaglia sostenendo tutti gli emendamenti che mirano a mantenere il Senato come Camera di garanzia e controllo. Ma ieri sono stati respinti i tentativi di reintrodurre elementi paritari come le deliberazioni dello stato di guerra, dei trattati internazionali e di amnistia e indulto. Su quest'ultimo punto lo scrutinio segreto e l'ingresso a sorpresa dei senatori Grillini hanno fatto correre un altro pericolo alla maggioranza che l'ha spuntata per soli due voti. Anche sui poteri d'inchiesta ci saranno differenze: nella nuova Costituzione il Senato lo avrà limitato alle «materie concernenti le autonomie territoriali». Parteciperà invece alle decisioni sulle leggi che autorizzano la ratifica dei trattati che riguardano l'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea. (n.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA