Ma il centro prepara la battaglia
ROMA Grandi manovre sulla legge elettorale. L'Italicum è stato al centro di un lungo faccia a faccia tra il premier ed Angelino Alfano. Ma ci sono i piccoli partiti che vogliono fare sentire la propria voce: una decina di parlamentari centristi che appoggia la maggioranza si è riunita ieri mattina al Senato per studiare mosse per bloccare l'asse Renzi-Berlusconi. Particolare da non trascurare, i "piccoli" fanno sapere maliziosamente che potrebbero tornare a riunirsi «ai primi di settembre» in un incontro «avente per oggetto proposte» su un tema caldo come «la legge di stabilità». La riunione al secondo piano di Palazzo Madama è durata due ore. Non un ammutinamento ma un «coordinamento» per porre le basi per una sorta di «patto dei piccoli» da contrapporre a quello del «Nazareno» tra Pd e Forza Italia. Sempre che Alfano non riesca prima a spuntare un'intesa a tre, come auspica Nunzia De Girolamo, che tenga conto anche delle esigenze dei partiti minori. Il lodo è, ovviamente, la legge elettorale. Il leader del Ncd ha tre punti fermi: è d'accordo sull'idea di «un premio di maggioranza anche robusto per chi vince». in modo da garantire la governabilità. Ma chiede preferenze e soglie di sbarramento «ragionevoli». Secondo fonti della Camera, Alfano guarderebbe a quelle già previste dal "Consultellum", in particolare il 3% per chi si presenta in una coalizione. Un segno evidente dei movimenti in corso nel centrodestra. I "piccoli" a palazzo Madama erano rappresentati da Mario Mauro, Lucio Romano, Antonio De Poli, Gaetano Quagliariello, Antonio Cancian, Lorenzo Cesa, Giuseppe De Mita, Lorenzo Dellai, Gianluca Susta, Renato Balduzzi e Andrea Mazziotti. Tutti esponenti centristi di diversi partiti anche se - precisano - «non c'è alcuna intenzione di fare un gruppo comune». L'idea - si spiega - è «fare massa critica» per imporre delle modifiche «almeno sulla legge elettorale». I punti in sui quali nella riunione è stata raggiunta un'intesa sono: la richiesta di innalzamento della quota per ottenere il premio di maggioranza, una sostanziale revisione al ribasso delle soglie di ingresso e l'introduzione delle preferenze.