Incontro per blindare l'asse col Cavaliere
ROMA Pronto a blindare di nuovo il patto del Nazareno anzi l'obiettivo di Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è quello di "riscrivere" l'accordo sulla legge elettorale, una sorta di Italicum 2.0. Oggi il Cavaliere farà rientro nella Capitale pronto ad incontrare il capo del governo per la terza volta. Il faccia a faccia allargato anche ai fedelissimi dei due leader però non dovrebbe tenersi subito. Le ipotesi si restringono a domani se non addirittura a giovedì mattina. 48 ore in più per arrivare ad un'intesa blindata nei minimi dettagli. Quello che è certo è che prima della riunione con il presidente del Consiglio, il Cavaliere vedrà a palazzo Grazioli Gianni Letta e Denis Verdini, i due registi della trattativa per cambiare la legge elettorale. È in particolare il senatore azzurro a tenere da tempo le fila dei contatti con gli uomini di Renzi, Luca Lotti in testa, con cui Verdini si è intrattenuto a parlare ieri a palazzo Madama, per arrivare a modifiche concordate che consentano ai due leader di rendere inossidabile l'accordo. Il nodo pare non siano le modifiche alle soglie ma i forti malumori azzurri per le preferenze, argomento che non ha mai appassionato nemmeno il Cavaliere. Ai mal di pancia di FI poi si sommano quelli nel Pd, dove deputati renziani, come Roberto Giachetti, hanno manifestato da tempo e in modo chiaro la loro avversità alle preferenze. A questo si aggiungono i forti malumori per i capilista bloccati, modifica da inserire con le preferenze che, a sentire diversi esponenti di FI, garantirebbe solo ad una determinata fascia di prescelti l'ingresso alla Camera. Piccoli cavilli tecniciche non impediranno certo aBerlusconi e Renzi di rinsaldare il patto. Anzi, pare che l'ex premier sia rimasto molto soddisfatto dalle riconoscimento fattogli dal presidente del Consiglio come interlocutore per le riforme. E l'intervista rilasciata ieri da Renzi a Repubblica («Non farò mai una legge per salvare Berlusconi») non ha indebolito l'accordo. Si riapre il dibattito in Forza Italia sul sostegno al governo. E ciò nonostante a bocciare l'idea di un ingresso degli azzurri nella maggioranza sia proprio Renzi, ad Arcore i ragionamenti procedono. Certo, Berlusconi sa perfettamente spaccherebbe il suo partito. Quello che gli interessa è la possibilità di rimanere, al di là delle riforme, un interlocutore privilegiato per palazzo Chigi fino alla fine della legislatura.