Cura, da settembre lo scuolabus sarà a pagamento

Il Comune di Miradolo rivede il servizio di mensa per le scuole del territorio. Dopo un periodo di studio sulla tariffa per la refezione scolastica ,si è deciso di aumentarla. Era di tre euro e 70 centesimi a pasto quella dello scorso anno. Che si è pensato di aumentare a 4 euro per l'anno entrante. Del resto, o il Comune faceva così o rischiava di andare in perdita, fanno sapere dal municipio. Considerato, tra l'altro, che la ricerca e la pretesa ulteriore della qualità a tutti i costi è indiscussa. Ecco, allora, che al ritorno dalle vacanze i genitori dovranno prendere atto anche di questo, ennesimo aumento. Che probabilmente riguarderà anche libri e quaderni. Rimane la possibilità di sconti per le famiglie che potranno dimostrare di trovarsi in difficoltà economiche a vari livelli e per motivazioni diverse. (ch.rif.) CURA CARPIGNANO Da settembre non sarà più gratuito il servizio di trasporto scolastico. Le tariffe, che terranno conto del tragitto e del numero di corse, vanno da un massimo di 200 euro all'anno ad un minimo di 35 euro e prevedono riduzioni del 30% a partire dal secondo figlio ed esenzioni nel caso di utenti con disabilità. Eventuali diminuzioni o esenzioni della retta possono anche essere stabilite per le famiglie che si trovano in particolare stato di bisogno, ma solo dopo una valutazione degli assistenti sociali. Sono 250 gli alunni che frequentano la primaria e, di questi, una trentina utilizzano lo scuolabus, mentre sono 22 gli studenti della secondaria di primo grado che si servono del mezzo comunale per raggiungere la fermata del pullman di linea che poi li porterà a Pavia. A decidere il cambio di rotta è stata l'amministrazione Dolcini ricordando che «il servizio scuolabus è a domanda individuale e quindi è previsto che una parte dei costi siano a carico degli utenti». Una decisione che, in Consiglio, ha incassato il voto contrario dei quattro consiglieri di minoranza che hanno levato gli scudi in difesa «di famiglie già messe in ginocchio dalla crisi economica a cui andavano evitate ulteriori tassazioni». E se anche l'opposizione conviene che «i tempi sono duri per le casse municipali», la soluzione, sostengono i capigruppo Ernesto Ballerini e Michele Benza, poteva essere un'altra. »Andavano tagliati i costi della politica, dando un segnale preciso», taglia corto Ballerini, sottolineando che, con le rette, il Comune introietterà circa 5mila euro, «denaro che poteva essere recuperato in altri capitoli di spesa», commenta Benza. E poi, dicono i consiglieri, pronti a rinunciare al loro gettone di presenza, «decidere di colpire le famiglie è una bella contraddizione per un'amministrazione che, al primo punto del proprio programma elettorale, aveva inserito la tutela sociale». E ne mostrano una copia sottolineando la frase: «Al centro di tutto la famiglia e i suoi bisogni, sociali ed economici». Obiezioni a cui il sindaco Paolo Dolcini risponde snocciolando alcuni numeri. A partire dal costo del servizio che ammonta a circa 30mila euro all'anno, 21mila quello dell'autista a cui vanno aggiunte le spese per carburante, assicurazione, riparazioni e per l'accompagnatore «che quest'anno sarà presente a tutte le corse, come era stato richiesto dai genitori in campagna elettorale». «La nostra scelta è di massima attenzione verso le famiglie che non sono solo quelle che utilizzano lo scuolabus – replica Dolcini -. Se non facessimo pagare il servizio, i costi ricadrebbero su tutta la comunità». Il primo cittadino poi ricorda «i tagli ai trasferimenti statali che stanno mettendo sempre più in difficoltà un Comune che non può più contare sugli oneri di urbanizzazione che avevano consentito, a partire dagli anni Ottanta, di non pagare più il servizio» e che «negli altri centri limitrofi lo scuolabus si paga». Stefania Prato