Neuropsichiatria dimezzata da 3 mesi
di Anna Ghezzi wPAVIA È dimezzata da quasi tre mesi la neuropsichiatria infantile dell'Azienda ospedaliera a Pavia. Da quando il 16 maggio gli uffici si sono dovuti trasferire in fretta e furia da corso Garibaldi 69 al Torchietto di via Vivai e in viale Indipendenza a causa di crepe e temporanea inagibilità del primo piano dello stabile di proprietà del Comune in cui il servizio operava da anni. Prenotazioni e attività ancora sospese per le attività di riabilitazione neuromuscolare perché, mancano spaziadeguati. E con il blocco dell'attività sul territorio, il Mondino è stato preso d'assalto: «Questo causa un sovraffollamento dei nostri ambulatori – conferma Umberto Balottin, direttore di Neuropsichiatria Infantile dell'Istituto Mondino - e aumentano ulteriormente i tempi di attesa per visite e consulenze». L'Azienda ospedaliera a inizio giugno aveva chiesto al Comune di trovare un'altra sede al servizio, ma complici elezioni e cambio di giunta, i tempi si sono allungati. «Al momento non mi risultano richieste dell'Azienda ospedaliera – spiega l'assessore al Patrimonio Fabio Castagna – Ma siamo pronti a sederci a un tavolo per discutere anche coi servizi sociali. Tanto più che mentre la giunta Cattaneo era interessata a svuotare la sede di corso Garibaldi 69 per cedere i locali al tribunale, noi in quella sede vogliamo mantenere servizi comunali. E fatte le opportune valutazioni sullo stato dello stabile ed eventuali lavori necessari, un ritorno nella vecchia sede è un'opzione da non escludere». Tanto più che dopo la fuga dei servizi dovuti ai crolli di intonaco e alle crepe sullo scalone, gli uffici comunali di corso Garibaldi 69 si sono spostati al pian terreno, dove la neuropsichiatria aveva cinque ambulatori che dunque potrebbero tornare operativi. Con la complicazione della convenzione tra Comune e Azienda ospedaliera scaduta da un anno e mezzo e 80mila euro mai pagati dall'Ao per l'affitto dell'ultimo periodo (che prima era gratuito). Quasi 400 bambini fanno trattamenti di logopedia, psicomotricità e riabilitazione neuromotoria, ma da tre mesi sono attivi meno della metà dei 18 ambulatori: al Torchietto ne sono attivi due, nella casa del custode rimessa a posto ce ne sono 3. In viale Indipendenza sono stati portati alcuni ambulatori di riabilitazione ma ancora restano senza sede le attività di logopedia e psicomotricità. Nel servizio lavorano 18 persone: 3 medici neuropsichiatri, una psicologa, 3 logopediste, 5 fisioterapisti, 3 terapisti neuropsicomotricità, un assistente sociale e due amministrativi. «Le famiglie lamentano ancora la riduzione delle attività riabilitative e l'interruzione del trattamento – afferma la presidente Anffas Mauretta Cattanei - E finché la situazione non si sblocca quasi tutti i genitori devono rivolgersi al Mondino». Balottin, Mondino, conferma: «Da sempre collaboriamo con l'Azienda ospedaliera, molti pazienti visti e seguiti dall'Ao passano da noi per le valutazioni e tornano di là per la riabilitazione. Sospendendo il lavoro riabilitativo del servizio territoriale di Pavia, noi abbiamo registrato un afflusso di pazienti di molto superiore alla media. Ma abbiamo solo quattro operatori, due per la riabilitazione motoria, una logopedista e una specialista in psicomotricità, storicamente da noi l'attività riabilitativa si fa in misura minore. Fortunatamente è estate, tempo di vacanze, ma settembre è vicino, e anche noi ci stiamo preoccupando di come si svilupperà la situazione. L'attività comune è a rischio, le liste si allungano e il fatto che molti piccoli pazienti siano rimasti sospesi diventa pericoloso per il loro iter di riabilitazione».