Certosa, svolta lavori la rinascita parte dai tetti
CERTOSA Certosa di Pavia, aria di svolta tra fondi e progetti al via. Interventi urgenti su alcune parti del monumento e opere di manutenzione conservativa: sono i due fronti su cui da anni sono impegnate le Soprintendenze ai beni architettonici e artistici e il Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche nel tentativo di mantenere inalterata quella che viene considerata una delle massime espressione dell'arte lombarda, monumento voluto da Gian Galeazzo Visconti e poi da Ludovico il Moro come simbolo della potenza del ducato di Milano. L'ultimo milione di euro stanziato dal Ministero dei Beni culturali servirà per il rifacimento dei tetti. Quello della foresteria, i cui lavori sono iniziati da poco, del torchio, del capitolo e della chiesa. Denaro che dovrà anche servire per il restauro degli apparati decorativi e del coro ligneo, per il consolidamento post-sismico del tiburio e della chiesa, per l'adeguamento impiantistico e per altri interventi minori nel museo e nella biblioteca. Risorse che si aggiungono agli 830mila euro su cui già poteva contare la Soprintendenza ai Beni architettonici e ai 580mila messi a disposizione del Provveditorato per il consolidamento di parti del muro di cinta quattrocentesco, 4 chilometri di lunghezza. L'elenco dei lavori da realizzare è lungo, tutti "progetti già canteriabili", si legge nel documento della Direzione regionale per i beni culturali che indica "gli interventi conservativi e le attività urgenti" da realizzare sul complesso, un piano complessivo da 6milioni e 300mila euro, redatto dalle due Soprintendenze per tenere in vita uno scrigno prezioso di opere architettoniche e artistiche su cui pesano, come un macigno, secoli di storia. E su cui è confluita una pioggia di denaro pubblico, 7milioni per i restauri spesi in vent'anni solo dalla Soprintendenza ai Beni architettonici, aveva fatto sapere il Soprintendente Alberto Artioli, ricordando anche che "a partire dal 2004 è stato faticoso reperire i fondi necessari". Costerà circa 660mila euro la sistemazione delle coperture della chiesa, 2milioni e 612mila euro il consolidamento complessivo delle mura, 1 milione il rifacimento di tetti e serramenti del chiostro grande e delle celle, 40mila il restauro dei graduali cinquecenteschi, 20mila la manutenzione straordinaria del coro ligneo quattrocentesco, restaurato negli anni '80. E ancora: 300mila euro la revisione delle guglie della chiesa e altri 250mila quella del campanile. Intanto è terminato il restauro degli affreschi del voltino del Ghisolfi. La sistemazione dei bagni costerà 250mila euro. «E' anche necessario intervenire sul chiostro piccolo, dove era già stato allestito un cantiere pilota, e sulle sculture in cotto di fine '400 e urge un intervento sulle sculture policrome rinascimentali di Giovanni Antonio Amadeo e di Rinaldo de Staulis, oltre al restauro degli affreschi del Crespi, su cui sono state realizzate accurate indagini diagnostiche, e quelli delle cappelle della Maddalena e di Santa Caterina», fa sapere Letizia Lodi, direttrice del Museo dove si dovrà provvedere alla climatizzazione e alla sistemazione degli infissi del primo piano. Ma sulla Certosa pesa anche la perizia effettuata da sei tecnici incaricati dal Comitato per la tutela del monumento che parla di «coperture fortemente compromesse, doppi strati di tegole che hanno portato a cedimenti per eccessivo carico, preoccupanti fessurazioni, una crepa nell'abside della chiesa che parte dalla cupola e arriva al pavimento, la pietra dei basamenti delle colonne che si sta progressivamente disgregando, affreschi danneggiati dall'umidità». Come dire: il cantiere sarà lungo. Stefania Prato