La protesta del riso arriva in Senato

MORTARA «Il flusso di importazione di riso cambogiano di tipo Indica fuori controllo potrebbe causare la scomparsa in Italia e in Europa della coltivazione di riso Indica e anche di tipo Japonica, quello più utilizzato nelle cucine italiane». L'allarme è stato lanciato da Agrinsieme, la sigla che raggruppa Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane, attraverso un'audizione alla commissione Agricoltura del Senato. Le organizzazioni di categoria hanno illustrato il documento sulla situazione del comparto risicolo preparato dall'Ente nazionale risi. I toni sono drammatici. «Il settore del riso, nell'attuale campagna 2013-2014, sta subendo la più grave crisi di mercato dopo quella del 2009-2010 – riassume Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia –. La causa principale è da imputare alla perdita di competitività dell'industria risiera nazionale sul mercato europeo, dove le vendite di riso italiano sono progressivamente sostituite dall'importazione di riso cambogiano in esenzione del dazio. Se si permetterà alla Cambogia di continuare a esportare in Europa riso a dazio zero sarà la fine non solo della risicoltura italiana, la più importante in Europa, ma di quella comunitaria». Dal primo settembre 2013 al 30 giugno 2014 le importazioni a dazio zero dalla Cambogia sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e si avviano a superare le 250mila tonnellate per fine agosto. «Perdurando queste condizioni, la campagna commerciale che chiuderà il 31 agosto registrerà un forte aumento della quantità di risone Indica rimasto invenduto nei magazzini dei risicoltori – aggiunge il robbiese Giovanni Daghetta, presidente della Cia regionale – Si prevedono circa 500mila quintali in più dell'anno scorso». (u.d.a.)