Renzi: «Su Gaza e Libia agire in fretta»

IL CAIRO L'Egitto è «cruciale» per la stabilità della regione e la sua proposta è e resta «l'unica» sul tavolo per una soluzione duratura della crisi a Gaza e per fermare «l'emorragia di sangue». Ma Hamas deve liberare senza condizioni l'ufficiale israeliano catturato. Matteo Renzi sbarca al Cairo, lasciando per un giorno l'infuocato clima romano, per portare il suo messaggio, da premier ma anche da presidente di turno Ue: «Pieno appoggio» alla proposta dell'Egitto, esordisce dopo l'incontro con il presidente Abdel Fattah al-Sisi, ma alcune ore prima dei segnali di un inizio di ritiro unilaterale israeliano dalla Striscia. Quella di Renzi è una missione lampo - poche ore quelle trascorse al Cairo - ma intensa e il presidente del Consiglio vi arriva da primo premier occidentale dopo le elezioni egiziane. Per parlare di Gaza - certo -, per lanciare un appello alla liberazione del militare israeliano rapito, ma anche per discutere di Libia, altra emergenza che rischia di sfociare in una guerra civile, e che è tra le preoccupazioni italiane anche sul fronte immigrazione. Da lì - spiega Renzi - arriva in Italia il 96% degli immigrati irregolari in Italia e se non risolve il problema dell'instabilità del Paese non si «risolve» neanche l'emergenza immigrati. Renzi torna a chiamare in causa la comunità internazionale e a chiedere che l'Onu mandi subito un inviato speciale (ne ha parlato con Ban qualche giorno fa, dice in aereo al ritorno), annunciando che l'Italia porrà la questione anche sul tavolo Nato nel vertice d'inizio settembre. Italia ed Egitto «condividono il rischio dell'instabilità della Libia e dunque la lotta contro il terrorismo non può che essere portata avanti insieme al governo e al popolo egiziano», spiega accanto a Sisi, nel palazzo presidenziale egiziano, che annuisce e rimarca: «Creare lavoro e sviluppo nei Paesi da cui parte l'immigrazione renderà poco conveniente attraversare il mare e rischiare la vita. In questa chiave può essere affrontato anche il terrorismo, che cresce dove c'è povertà». Sviluppo e cooperazione sono le parole chiave, ribadisce Renzi, che ha rilanciato il suo refrain: Mediterraneo cuore e non frontiera dell'Europa. Di un'Europa che deve essere «più forte e decisa» in politica estera, ricordando che questo è un tema di attualità che l'Ue è chiamata a rinnovare le sue istituzioni, anche con un «nuovo o una nuova» Lady Pesc. Sisi - che Renzi ha invitato a tornare a Roma da «capo dello Stato» - parla di «identità di vedute» con l'Italia. Anche e soprattutto sull'iniziativa egiziana per mettere fine al conflitto a Gaza e fermare «l'emorragia di sangue». Il presidente egiziano chiede appoggio per un'appello comune al «cessate il fuoco». Invito che Renzi raccoglie immediatamente mentre rilancia anche l'appello per la «liberazione del soldato israeliano».