Pensione anticipata 55 docenti pavesi dovrebbero lasciare

di Marianna Bruschi wPAVIA La riforma della pubblica amministrazione presentata dal ministro Marianna Madia tocca anche le università e in particolare l'età pensionabile dei docenti. Novità che non lasciano indifferenti il mondo accademico. E in piena estate si fanno i conti sul numero di docenti che potrebbero essere coinvolti dalla riforma e con quali conseguenze: 55 a Pavia. Il rettore Fabio Rugge non condivide la riforma e solo con la garanzia di un turn over al 100 per cento vi legge una possibilità per i giovani. Fino a quattro giorni fa la legge prevedeva la pensione a 65 anni dei docenti universitari con 42 anni sei mesi e un giorno di contributi per gli uomini e 41 anni sei mesi e un giorno per le donne. Poi l'emendamento presentato dal relatore del disegno di legge, Emanuele Fiano del Pd, ha spostato a 68 anni la soglia e ha precisato che per ogni docente pensionato di dovrà fare un'assunzione. Un turn over del 100 per cento dunque, mentre ora negli atenei è del 20 per cento. La norma al momento riguarderebbe nell'università di Pavia 55 docenti di prima e seconda fascia che compiranno 68 anni entro il 2015 (oggi si va in pensione a 70). «Ma si applicherebbe a un numero probabilmente inferiore – spiegano in università – poiché l'applicazione dipende dalla posizione pensionistica di ciascuno». Si dovrebbe quindi valutare caso per caso. Il rettore Rugge ha parole dure. «Non trovo appropriato che le questioni del personale universitario siano decise da una normativa che vale per tutto il comparto della Pubblica amministrazione. L'Università ha sue specificità. La Crui (la conferenza dei rettori) ha sottolineato questo punto; né lo dice solo la Crui, lo scrissero i costituenti quasi settanta anni fa e abbiamo ottime ragioni per ritenerlo anche oggi». Il rettore entra nel merito della questione pensione. «Non condivido l'idea che a settant'anni un professore universitario diventi meno utile e capace – dice Rugge – . Un conto è favorire il ricambio, altro è negare il valore dell'esperienza, del prestigio e delle reti di relazioni così importanti anche nella ricerca scientifica». Bisogna leggere nel dettaglio cosa prevede la riforma Madia. Intanto non c'è un pensionamento d'ufficio. «Bisogna fare chiarezza. La norma non pensiona automaticamente quanti abbiano compiuto l'età prevista – sottolinea il rettore – Dà facoltà agli organi di ateneo di adottare questo provvedimento. Se di questa facoltà le Università facessero un uso saggio potrebbe risultarne un esito positivo. A condizione che venga confermato che per ogni docente pensionato se ne potrà assumere uno nuovo. Solo a questa condizione, infatti, si avrebbe l'effetto di ringiovanimento del corpo accademico che si dice di voler conseguire. Al tempo stesso non verrebbe compromessa la libertà degli atenei di mantenere in servizio quanti possono dare quei contributi di cui dicevo. Anche per questo, non prevedo comunque un uso esteso del pensionamento d'ufficio». E' una prima indicazione su come si muoverà l'università di Pavia quando si troverà ad avere in mano la riforma diventata legge. Il turn over diventa un nodo fondamentale, per alcuni dipartimenti significa la sopravvivenza. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA