«I controlli? Sono troppo pochi»
BRONI Non si meraviglia del blitz Luigi Mantovani, il presidente dell'Asc, il comitato ciclo amatoriale con il maggior numero di tesserati della provincia. «Noi dirigenti – dice – siamo in prima linea nel combattere il doping. Ci compiacciamo quando alle nostre corse arrivano a sorpresa i Nas e i medici del Ministero della Salute per l'antidoping. Purtroppo vengono di rado. Quest'anno li abbiamo visti due sole volte al Giro dell'Oltrepo, l'ultima volta a Gerola. In quell'occasione nessun riscontro». I comitati amatoriali accantonano stabilmente fondi per gestire i controlli; ogni corridore tesserato partecipa con una cifra a finanziare le operazioni di controllo. Il comitato Udace nazionale dispone ancora oggi di non meno di 250mila euro di fondi, pressoché inutilizzati. Medici e Nas, arrivano ai ritrovi delle corse con una media quasi irrisoria, un controllo ogni centoventi corse. «Troppo poco – conclude Mantovani – il ciclismo ha bisogno di maggiore credibilità. Questi colpi a sorpresa sono utili al sistema». Sulla vicenda interviene anche Daniele Maggi, vicepresidente della Federazione ciclistica regionale lombarda: «Purtroppo nel mondo amatoriale la pratica del doping è molto diffusa. Si tratta di un malcostume che deve essere estirpato. Come Federazione stiamo combattendo questo fenomeno in tutti i modi e a tutti i livelli, anche con squalifiche pesantissime perché non si vengano più a creare situazioni del genere. Poi sta alla coscienza delle persone fare uso o meno di queste sostanze che sono altamente dannose per la salute».