La corsa di 147mila aspiranti insegnanti alle prove per il Tfa
di Maria Chiara Furlò e Andrea Zitelli wROMA Oggi è l'ultimo giorno per i 147mila aspiranti insegnanti alle prese con le prove preselettive per accedere al Tfa (Tirocinio formativo attivo). I posti disponibili sono 22.450, più 6.600 per gli insegnanti di sostegno. Andrà bene a un candidato su cinque. Sempre che non succeda come nel 2012, quando i vincitori furono solo 11mila su 20mila posti. Ma il traguardo non è la cattedra, ancora lontana. È degli ultimi giorni la notizia dello sblocco del pensionamento di 4mila insegnanti, ma in fila per diventarlo ce ne sono 620mila. In Italia un professore su cento ha meno di trent'anni. Gli over cinquanta invece sono più della metà. Per il Rapporto Talis 2013 dell'Ocse, l'Italia è il Paese con gli insegnanti più anziani. Tanta esperienza, ma per le nuove leve è quasi impossibile cominciare a farsela. Graduatorie, supplenze, abilitazioni, "concorsoni" e tanti anni che se ne vanno mentre si rincorre l'agognata cattedra. Il Tfa ha mandato in pensione le Ssis, le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario. Duravano due anni e il costo era di circa 1.500 euro annuali, aprirono nel 1999-2000 e chiusero 9 anni dopo. Ora, per ottenere l'abilitazione all'insegnamento bisogna frequentare uno specifico corso universitario annuale di 1.500 ore. Appunto il Tfa, al termine del quale si svolge l'esame di abilitazione. I corsi sono a numero chiuso e con una stretta selezione: un quiz, una prova scritta e una orale. Iscriversi costa tra i 50 e i 150 euro, in base al numero di insegnamenti scelti. Poi, si paga il corso che, in media, nel 2012 costava 2.500 euro. Quello del 2014, ad esempio, in Valle d'Aosta costerà 3.500 euro. Come spiega il Miur, il reclutamento dei docenti avviene però tramite tre diversi tipi di graduatoria: ad esaurimento, di merito e d'istituto. Ogni anno in base ai posti che si rendono disponibili nelle scuole, vengono attinti dalle graduatorie ad esaurimento (50%) e da quelle di merito (50%) gli insegnanti per le "immissioni in ruolo", ovvero con contratto a tempo indeterminato. Ma il problema principale è quello di smaltire file di centinaia di migliaia di persone in attesa. Nelle graduatorie ad esaurimento (Gae) ci sono i professori abilitati all'insegnamento. Sono destinate a esaurirsi e chiuse all'inserimento di nuovi nominativi. Anche a quelli di chi ha passato il Tfa nel 2012 e di chi passerà il prossimo. Ad oggi, però contano ancora 154.398 persone. Nelle graduatorie di merito sono iscritti gli 11.892 vincitori del concorso pubblico a cattedre del 2013, quello voluto dall'allora ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. L'elenco sarebbe dovuto durare 2 anni, il tempo di assumere tutti i vincitori. Oggi, però ancora in 8 mila non sono riusciti a diventare professori. Le graduatorie di istituto vengono utilizzate dai presidi per assegnare le supplenze, e sono articolate in 3 fasce. Nella prima ci sono gli iscritti alle graduatorie ad esaurimento. La seconda è riservata ai docenti abilitati ma non iscritti nelle GaE (quindi anche primo ciclo Tfa e Pas). L'ultima è per chi non è abilitato, ma possiede un titolo di studio valido per insegnare. Per chi ha accumulato almeno tre anni di supplenze ma non è riuscito ad abilitarsi, i Pas (percorsi abilitanti speciali) sono una possibilità in più, che ha però contribuito ad allungare le code in graduatoria. Ma con Tfa e Pas si ottiene solo l'abilitazione all'insegnamento. Per essere assunti i canali sono due: graduatorie e concorsi. Sempre Profumo, nel 2012, aveva espresso la volontà di chiudere le prime e andare avanti solo con concorsi ogni due anni, annunciando poi il "concorsone" che si svolse nella primavera del 2013. Il programma dell'ex ministro del governo Monti sembra essere rispettato solo nella previsione della prossima prova, visto che l'attuale ministra dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha annunciato un concorso nella tarda primavera del 2015 per 17mila docenti. Gli aspiranti insegnanti però sono molti di più. Facendo un rapido conto degli abilitati, ossia di tutti coloro che hanno maturato un diritto alla cattedra, potenzialmente potranno partecipare al prossimo concorso, sia gli 11mila "tieffini" del primo ciclo che i 66mila passati attraverso i Pas. Il ministro Giannini ha precisato che non si verificherà la stessa situazione del 2013, quando i "tieffini" del primo ciclo furono esclusi dal concorso. Questa volta quindi potranno iscriversi anche i 22.450 (insieme ai 6.600 del sostegno) del secondo ciclo Tfa. In totale, approssimativamente almeno 106.050. I posti sono 17 mila, solo il 16% riuscirà quindi a vincere il concorso: 1 su 6. ©RIPRODUZIONE RISERVATA