Varzi, ospedale al collasso per mancanza di personale

VARZI Prima di cadere sotto i colpi della spending review e del piano di tagli alla «piccola» sanità, l'ospedale di Varzi rischia di sparire «per asfissia», stritolato dalla mancanza di personale. L'allarme è del sindacato: mentre la Cisl Funzione pubblica - l'organizzazione tradizionalmente più forte tra le corsie - attacca l'Azienda per le non risposte e i silenzi alle richieste di potenziamento immediato degli organici, i pensionati di Cgil, Cisl e Uil sono pronti a mobilitarsi a difesa del polo di cura dell'alta valle. Per la Cisl, sono il segretario provinciale Domenico Mogavino e il dirigente Sandro Vaccari a mettere il dito nella piaga di carenze e disfunzioni: «Servirebbero almeno tre infermieri professionali e tre oss in più per riportare Varzi in linea di galleggiamento. La realtà oggi è che al reparto sub acuti sono stati dimezzati i letti, a Chirurgia c'è un solo infermiere per turno notturno, a Medicina i turni sono di 42 ore e al Pronto soccorso manca il personale di supporto per un turno completo». I lavoratori, quindi, «hanno ormai esaurito la pazienza e la fiducia, mentre l'impossibilità di garantire un'assistenza adeguata crea preoccupazione, oltre che morale, anche di tutela legale in caso di denunce da parte dei pazienti». Tutto questo, con la sgradevole sensazione, se non la certezza, di essere di fronte a un'emergenza strutturale, non legata all'estate, ma destinata a continuare con l'ottobre. Dal canto loro, i pensionati confederali auspicano l'apertura «di un tavolo provinciale sugli ospedali», con il confronto tra sindacati, Asl, Provincia e bocciano la trasformazione del polo varzese in un presidio per la cura dei malati cronici. Da qui la richiesta del ripristino del reparto di Orto-trauma. (r.lo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA