Maugeri, decurtazione stipendi sospesa
PAVIA Dopo proteste, raccolte di firme e prese di posizione da parte delle istituzioni, i vertici della Maugeri hanno fatto il passo indietro che era stato loro chiesto dalle organizzazioni sindacali. La prospettiva che, dal primo ottobre, gli stipendi dei dipendenti vengano tagliati del 30 per cento è venuta meno ieri, in seguito a un incontro a Roma. O, meglio, è stata sospesa in attesa dell'avvìo della trattativa. «Maugeri – spiega Gilberto Creston, della Cgil – aveva deciso di dare la disdetta, per i suoi dipendenti, al contratto nazionale della sanità pubblica, passando a quello dei privati. Inoltre aveva deciso di annullare anche gli integrativi. La conseguenza sarebbe stata una perdita di salario, per i dipendenti, compresa tra il 15 e il 30 per cento. Finalmente, nell'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndr) i dirigenti del gruppo si sono dichiarati disponibili a sospendere la loro posizione, che avrebbe avuto effetti dal prossimo primo di ottobre». La trattativa tra fondazione Maugeri e sindacati, dunque, riprenderà a settembre. «Ma se non altro – prosegue Creston – analizzeremo la situazione finanziaria della società senza avere sulla testa la "spada di Damocle" costituita dal rischio di un taglio alle retribuzioni». Più cauta è la posizione di Mimmo Galeppi, della Uil, che insieme a Creston e a Domenico Mogavino (Cisl) ha partecipato all'incontro: «La sospensione del provvedimento è stata una pregiudiziale che abbiamo messo noi, per poter iniziare il confronto. Alla fine, dopo due ore di discussione, Maugeri ha accettato, ma si tratta di una sospensione, non della revoca della decisione. Credo che non si possa parlare ancora di una vittoria, anche se è un bel risultato in vista della trattativa che dovrà riprendere a settembre». Un commento critico arriva, invece, dal sindacato Fials: «In un momento così delicato e particolare – scrive il segretario generqale Giuseppe Carbone – che riguarda la salvaguardia dei diritti di tutti i lavoratori, la Direzione della Fondazione Maugeri decide, d'intesa con Cgil, Cisl e Uil di dividere i lavoratori. Oggi infatti al riparo da occhi e orecchi indiscreti, in maniera del tutto inusuale nelle vertenze tra azienda e sindacati, i vertici della Fondazione Maugeri incontrano solo alcune organizzazioni sindacali per decidere il destino di tutti i dipendenti. Nell'era in cui il Presidente del Consiglio Renzi trasmette in streaming gli incontri con le forze politiche, i vertici della Fondazione si incontrano con Cgil, Cisl e Uil come "clandestini", venendo meno alla trasparenza che in momenti come questo si impone. La Fials dice no a trattative sottobanco e chiede trasparenza nei rapporti tra sindacati e azienda nell'interesse dei lavoratori». Sulla decisione di Maugeri, probabilmente, hanno influito le decise prese di posizione sia da parte dell'opinione pubblica che delle istituzioni. La raccolta di firme avviata dal personale contro il taglio degli stpendi ha raccolto 5mila adesioni. Inoltre, mercoledì scorso, la commissione sanità della Regione Lombardia aveva chiesto ai vertici della Maugeri di fare un passo indietro sulla disdetta del contratto nazionale della sanità pubblica.(f.m.)